Camera: non passa la sfiducia individuale a Fornero

Roma

Camera: non passa la sfiducia individuale a Fornero

A quanto pare dovremo tenerci Fornero e tutte le sue bugie: non è infatti passata la sfiducia individuale nonostante la plaetale antipatia bipartisan che la ministra suscita tra i colleghi e non solo. Il testo Lega-Idv ha preso 88 voti, ma all’appello manacavano 61 voti del Pdl; 5 invece i disertori, tra cui Stefano Esposito , che insieme ad altri colleghi aveva mandato una lettera a Monti circa un mese fa, chiedendo “un immediato e fermo intervento nei confronti degli atteggiamenti arroganti (della ministra Fornero appunto), che sfiorano a tratti il disprezzo sia nei confronti del Parlamento sia dei cittadini”. Bersani, che da qualche tempo manifesta evidenti segni di squilibrio, se la ride :”Quando senti gli argomenti dei leghisti diventa facile convincere i tuoi” , commento dettato dalla volontà di stare sulla poltrona ad ogni costo, anche sacrificando la coerenza politica. Risultato? L’arcigna ministra, che assomiglia tanto alla Regina di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie, sì proprio quella che con cinico sadismo urlava a tutti i dissidenti: “Tagliamogli la testa”, resterà comoda comoda sulla sulla seggiola.

Solo Di Pietro si infervora e attacca la ministra in prima persona :” Ha commesso un imbroglio gravissimo, ha affermato il falso. Aveva ricevuto una relazione dall’Inps che fissa in 390 mila gli esodati, quindi ha riferito il falso”: Sorniona e sprezzante, da vera bugiarda , l’acida Fornero replica: “Non ho mai detto bugie”. Ma le hanno detto che prima o poi le si allungherà il naso?

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