Cameron: cani contro i migranti, rallentano i tir

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Cameron: cani contro i migranti, rallentano i tir

Metternich si prese la libertà di liquidare il problema italiano asserendo che l’Italia non contava nulla, perché si trattava di null’altro che di un’espressione geografica.

Con questa frase, quell’uomo politico è di fatto passato alla storia, a dimostrazione del fatto che, in una carriera, si possono fare tante ottime cose, ma poi basta una cantonata (di quelle fragorose, s’intende), e tutto il buono si cancella.

Al di là del domandarsi, come esercizio di fanta storia, cosa direbbe, oggi, Metternich, dell’Europa, quanto meno si sta delineando in modo molto chiaro il pensiero sull’argomento di molti leader europei.

Uno, ad esempio, è l’italiano Matteo Renzi, che non perde occasione per ribadire che a lui piace l’Europa che costruisce i ponti, e non i muri.

Un altro è il premier britannico Cameron, che sta mostrando quanto non sia per nulla ferrato nell’argomento ‘ponti’.

La discussione nasce in risposta all’urgenza migranti, “uno sciame di gente in arrivo dal Mediterraneo”, secondo la letterale e pragmatica definizione data proprio da Cameron.

“La situazione” ha specificato Cameron riferendosi ai migranti “è inaccettabile ed è una priorità del governo affrontarla in ogni modo possibile”, “Ci sono persone che tentano di entrare illegalmente nel Paese causando qui in Gran Bretagna ritardi al traffico dei tir e a chi va in vacanza”.

La soluzione che ha in mente Cameron potrebbe avergliela suggerita il vicino di casa, quello con la villetta, quello che è stanco dei furti in casa e dei vandali che gli rovinano il giardino: “noi intendiamo agire al confine aiutando la Francia sul suo versante e manderemo più barriere, più risorse, più cani da fiuto e più assistenza”.

Basta che questo sciame non faccia il suo ingresso in Gran Bretagna, altrimenti, per i tir, sarebbe un vero disastro.

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