Costa Concordia: l’incredibile furto della campana COMMENTA  

Costa Concordia: l’incredibile furto della campana COMMENTA  

Non bastava tentare di riflettere sul perché, da quella tragica sera del 13 gennaio, le persone sbarcassero sull’Isola del Giglio con la faccia da vacanza intenti a farsi fotografare in bella posa, e sullo sfondo un orizzonte obliquo. Ferito. Dietro ai sorrisi da immortalare, seguendo la stessa radice linguistica c’era un moloc di lamiera con tutto il suo contenuto di morte.


Ora la storia continua, e con essa i misteri di una vicenda che non manca ancora di lasciarci stupefatti e inquieti. Qualcuno si è impossessato della campana della Costa Concordia, nave da crociera naufragata in seguito a un errore di valutazione del comandante (l’ormai ‘proverbiale’  Schettino) con il bilancio di 33 passeggeri deceduti e oltre 4000 feriti.

La vicenda ha davvero dell’incredibile, se si pensa a tutto lo spiegamento di forze necessario per trasportare un oggetto dal peso tanto ingente. Altro dato insondabile: le agenzie battono la notizia a qualche giorno dalla scoperta del furto. Terzo aspetto, per certi versi indicativo, è che nessuno, eccetto le persone deputate al reperimento dei relitti sulla nave o al recupero del carburante, può muoversi liberamente in quell’area. I controlli sono accuratissimi e vengono programmati e successivamente registrati con estrema precisione.


Inoltre, sotto l’aspetto puramente tecnico, trafugare una campana tanto voluminosa, che giace per di più a 8 metri di profondità, non può essere un azione da compiersi senza essere notati. Se la situazione non fosse così drammatica di per sé, verrebbe sicuramente spontaneo fare dell’ironia su quanto accaduto.


E’ facile a questo punto pensare a un furto su commissione, o comunque a qualche macabra forma di collezionismo, ma probabilmente dietro c’è soltanto una forte dose di stupidità. Resta l’amarezza per la sensazione che questa vicenda non abbia mai fine, e  che sia triste e ripiegata come l’immagine che abbiamo della sua protagonista, china davanti alla spiaggia del Giglio.

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E che ora anche la campana con impresso il suo nome sia stata sottratta, assieme a tutto il proprio valore simbolico, ci lascia attoniti.

Lorenza Cattadori

 

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