Campania: il presidente della commissione Anticamorra, inquisita per voto di scambio mafioso

Cronaca

Campania: il presidente della commissione Anticamorra, inquisita per voto di scambio mafioso

Un’inchiesta della Dda di Salerno, curata dal pm Vincenzo Montemurro, ha portato alla perquisizione dell’abitazione di Monica Paolino (Forza Italia), presidente della commissione Anticamorra della Regione Campania, iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Indagato anche il sindaco della città di Scafati, Pasquale Aliberti e perquisita anche la segretaria generale del Comune di Scafati, Immacolata Di Saia, e Giovanni Cozzolino, un braccio destro del sindaco in seno alla giunta del comune.

La Paolino era stata eletta da poco più di un mese alla presidenza della commissione Anticamorra. Nell’occasione della nomina della Paolino, stando a quanto riporta ‘Il Fatto Quotidiano‘fu durissima la reazione della senatrice del Pd Rosaria Capacchione, giornalista del Mattino sottoposta a scorta da sette anni per le minacce del clan dei Casalesi, che definì ‘surreale’ la nomina della Paolino alla guida della commissione Anticamorra: ‘è un po’ come mettere un piromane a capo dei Vigili del fuoco.

Adesso attendiamo solo quella di Dracula a presidente dell’Avis’ fu il commento ironico della senatrice.

Le esternazioni della Capacchione lasciarono ‘basita’ la Paolino che giudicò ‘volgari, gratuite e assolutamente infondate’ le ‘insinuazioni’ nei sui confronti, annunciando una querela per diffamazione.

Secondo ‘Il Fatto Quotidiano’ la nomina di Immacolata Di Saia, già segretario generale nel comune di Casapesenna (Caserta), fu oggetto di durissime polemiche da parte dell’opposizione di centro sinistra per la ‘vicinanza’ a Nicola Cosentino, esponente di Forza Italia accusato dalla magistratura di collusione con la camorra. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio, riporta che il Gip di Napoli, Maria Vittoria Foschini, giudicò la sfiducia del consiglio comunale al precedente sindaco Giovanni Zara, come funzionale alla sostituzione della Di Saia. Il giudizio venne espresso nell’ordinanza che portò all’arresto dell’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria, inquisito nel 2012 con l’accusa di essere stato al servizio del boss dei Casalesi Michele Zagaria.

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