Campidoglio: arrestato Samuele Piccolo (PDl) , vice presidente del Consiglio

Roma

Campidoglio: arrestato Samuele Piccolo (PDl) , vice presidente del Consiglio

Tutto inizia Il 13 Luglio 2011 , quando l’Agenzia dell Entrate dispone una ispezione nel quartier generale della famiglia Piccolo. Mentre è in corso detta perquisizione, tipo trama spy story, qualcuno provvede a far sparire i documenti scottanti da una stanza sita al terzopiano; a raccogliere il tutto c’è Raffaele Piccolo, il padre del consigliere comunale Samuele Piccolo, arrestato per frode e finanziamento illecito insieme ai familiari. Da qui parte una storia losca fatta di contabilità parallela occulta ed ovviamente illegale.Secondo gli inquirenti si tratta di somme “quantificabili in un importo mensile compreso tra 250 mila e 350 mila euro” A questi bisogna aggiungere circa 19 milioni di euro di Iva che la famiglia Piccolo è riuscita ad intascare grazie a false fatturazioni generate da una marea di società fittizie. Questi soldi erano necessari per garantire l’ascesa politica del rampollino del Pdl: 122 mila euro è la somma che la Gruppo servizi globali (società di famiglia) ha versato alla Almaviva Contact spa.

Grazie a queste continue erogazioni Samuele Piccolo è riuscito a pagarsi la tanto ambita carica di consigliere comunale contando su ben12mila preferenze, ma non tutti sanno che dietro a questo successo si cela il lavoro di un call center con 268 postazioni, che lavora 8 ore al giorno solo per racimolare voti. I ragazzi del call center possedevano una folta lista contenente i nomi di 500 mila persone da reclutare come rappresentanti di lista e commensali che, tra cene elettorali e ricompense per l’opera prestata, avrebbero garantito successo al giovanotto. Grazie al lavoro svolto dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza si è rintracciata, nel pc del tesoriere del gruppo , una chiavetta usb contenente 149 file (denominati “Cartella Claudia”) in cui sono registrati i dati anagrafici di 8 mila persone, contrassegnate con la sigla Rdl (rappresentante di lista) ed Rdp ( rappresentante di plesso); in allegato ci sono poi le ricevute di pagamento poste accanto ad ogni nominativo.

Ecco spiegato perchè Samuele Piccolo è stato il più votato del consiglio comunale . Non contento, dopo appena due anni , il Pidiellino al ha alzato la posta in gioco: la sua ambizione è quella di diventare nientepopodimenoche consigliere regionale! Allora cosa fa “La famiglia” ? Tramite la società cooperativa Logistica sgancia la bellezza di 47 mila euro per cene elettorali nei locali più esclusivi di Roma. Eppure fino a qualche tempo fa nessuno sapeva chi fosse questo sbarbatello e come riuscisse a racimolare cifre così corpose. Di lui si sapeva che era stato l’organizzatore della “Festa dei nonni”, ma che bravo ragazzo!!, che faceva parte di Comunione e Liberazione, e che nel 2006, alla tenera età di 24 anni aveva vinto le elezioni comunali (nelle liste di An) con 9 mila preferenze; dopo due anni le preferenze erano salite a 12 mila, ma i primi dubbi sull’onestà di Piccolo sono stati chiariti nel 2012 quando il Pdl si spaccò ai vertici ( alcuni indicarono in lui uno dei responsabili). Nel frattempo il carrierista è divenuto vicepresidente del consiglio comunale con Alemanno fino a quando non sono arrivati gli arresti domuciliari per lui e tutta la famiglia.

Secondo l’inchiesta condotta da Mario Palazzi, Paolo Ielo e Barbara Sargenti, ci sarebbero illeciti nell’organizzazione della campagna elettorale che ha portato Alemanno a diventare sindaco e Piccolo nel ruolo di delegato alla sicurezza. Insomma , per essere spiccioli, Samuele Piccolo ha emesso false fatture e intascato dallo Stato i rimborsi per l’Iva. Neanche a dirlo il “candido” Alemanno si è dichiarato estraneo ai fatti e si è trincerato dietro la più scontata delle dichiarazioni “Ho massima fiducia nel lavoro delle Istituzioni”. Voci di corridoio affermano che tra i due non corra buon sangue: Piccolo ha sete di potere ed è famoso per il suo braccio di ferro con il generali Mori per questioni di deleghe per la sicurezza. Il Pdl in tutto ciò si è immediatamente tirato fuori, anzi gli ha pure impartito una sospensione , secondo il suo legale Luca Petrucci ( lo stesso diLusi) “Senza neppure concedere il contraddittorio”. Ieri la magistratura ha perquisito il suo ufficio comunale e sequestrato beni familiari per 2 milioni di euro.

Capitolo a parte poi per l’utilizzo delle risorse messe a sua disposizione dall’amministrazione e utilizzate per fini personali: l’autista di servizio praticamente era divenuto lo chauffer di casa.

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