Campidoglio fascista: premia i marò della Repubblica di Salò

Roma

Campidoglio fascista: premia i marò della Repubblica di Salò

Alemanno colpisce ancora: tutti ricorderanno il “piccolo” incidente diplomatico di qualche mese fa quando il Sindaco con la croce celtica decise di concedere una sala del Campidoglio all’ex Ordine nuovo, Franco Freda, (uno dei protagonisti della strage di Bologna), per la presentazione di un libro di Nietzsche, pubblicato dalle edizioni Ar dello stesso Freda (già editore, tra l’altro, del “Mein Kampf” di Adolf Hitler).A suon di proteste e probabilmente temendo il linciaggio, fortunatamente l’incallito fascista decise di revocare l’incontro letterario, fingendo di non sapere chi fosse in realtà Freda, saluti e baci e tutto come prima. Ma si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio, così il Comune di Roma ha deciso di ospitare per la terza volta il 19 giugno, presso i Musei Capitolini il premio Duelli-Gallitto, in onore ai due marò della fascsita Repubblia di Salò, che si opposero ai partigiani.

Alemanno, tuttavia ha deciso di non presenziare al raduno revisionista.

Ecco chi erano i due marò: Raffaella Duelli era ausiliaria nel Battaglione Barbarigo della Decima Flottiglia Mas , sempre al fianco dei feroci carnefici di Hitle; divenne famosa , dopo la liberazione, grazie al recupero dei soldati fascisti morti in guerra, operazione che ha consentito la costruzione del “Campo della Memoria” di Nettuno, una sorta di sacrario militare fascista riconosciuto dal ministero della Difesa, dove nel 2004 vennero trasferite sessantatré salme di marò del battaglione Barbarigo.

Bartalo Gallitto era invece un nostalgico di passaggio nel Msi: da giovane era stato un soldato della Repubblica Sociale di Salò, divenne presidente dell’associazione reduci della X-Mas, segretario federale del MSI nella Capitale per poi far parte del comitato dei “garanti” di Alleanza Nazionale. Insomma puro esempio di fascista scampato alla morte, che dall’ignobile democrazia parlamentare ha ottenuto benefici e tutte le cariche possibili: consigliere in quota politica nei vari consigli d’amministrazione dei principali enti pubblici previdenziali (INPS e INAIL), presidente dell’ENAS, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma e componente in quota AN al Consiglio Superiore della Magistratura.

Tutte le “nobili” associazioni “culturali” fasciste: Combattenti Decima Flottiglia MAS, Campo della Memoria (quella della repubblichina Raffaella Duelli) e il sacrario“Armata Silente” hanno rinnovato il premio «Bartolo Gallitto, Raffaella Duelli» assegnato quest’anno a Adalberto Baldoni redattore capo e giornalista parlamentare del Secolo d’Italia, Dirigente del Msi-Dn di cui è stato consigliere comunale a Roma , nonchè scrittore del libro “Fascisti”(Edizioni Il Settimo Sigillo), al docente e primario di neurochirurgia del Policlinico Umberto I, Cristoforo Morocutti, primario, reduce del Battaglione “Serenissima” della X-mas R.S.I., Francesco Pezzuto dirigente del liceo Kennedy, esponente della destra ultrà di Roma e il prof.

e avv. Augusto Sinagra, docente di scienze politiche alla Sapienza di Roma, ex componente della loggia massonica P2 di Licio Gelli (fascicolo 946) , noto per sconcertanti ed ignoranti dichiarazioni , come quella secondo cui Giacomo Matteotti non fu barbaramente ucciso dai fascisti ma morto a causa di un aneurisma celebrale;che l’Italia è un paese illiberale perché non permette la ricostruzione del partito nazionale fascista e che la rivoluzione fascista va difesa.

Durante la “giostra fascista ” è stato assegnato un premio anche alla memoria dell’ ing. Nino Buttazzoni, marò del Battaglione Nuotatori e Paracadutisti della X MAS (R.S.I.), Giulio Caradonna, deputato nelle file dell’Msi, e a Tony Augello, capogruppo di An in Comune dal 1997 al 2000. «Un premio intitolato a due grandi cittadini romani, non per la loro adesione alla RSI ma per quello che donarono alla Patria», farfugliano ipocritamente gli organizzatori-consiglieri capitolini del Pdl Marco Di Cosimo, a capo della commissione Urbanistica, e il presidente della Commissione Bilancio Federico Guidi (che ha richiesto la prestigiosa location camuffando la kermesse neofascista come «Premio Roma»). Basta leggere due righe su questi illustri personaggi dei premiati per capire quale siano le reali motivazioni dell’evento.

Col premio «si intende offrire un riconoscimento a quei romani che si sono saputi affermare nel mondo del lavoro e delle professioni, avendo come comun denominatore l’amore per la propria città e per la propria Patria» continuano a dichiarare sfacciatamente Guidi e Di Cosimo.

Il revisionismo storico su cui si regge l’organizzazione dell’evento tuttavia si basa su un falso assunto, avallato dalle istituzioni, che vorrebbe nel periodo compreso tra il 10 settembre 1943 ed il 4 giugno 1944 una spaccatura geopolitica dell’Italia in due macro aree, da un lato la Repubblica Sociale Italiana , dall’alto il Regno del Sud, omettendo di considerare tutte le varie repubbliche partigiane che, con la liberazione, man mano si formavano (la Libera Repubblica dell’Ossola, la Repubblica libera della Carnia, la Repubblica partigiana del Corniolo, la Repubblica Partigiana di Montefiorino, la Repubblica partigiana di Alba, ecc.).

Alcuni storiografi, infatti, parlano di “Regno del Sud per indicare convenzionalmente il Regno d’Italia, nella momento storico in cui tutti i suoi apparati si eranostabiliti al Sud ed erano diventati cobelligeranti con gli americani, ma in realtà i punti di continuità tra il Regno d’Italia ed il cosiddetto “Regno del Sud” erano svariati , sia a livello legale sia pratico.

Ovviamente l’interesse dei nostalgici è quello di mantenere lo stato di confusione dei fatti, cercando di far diventare verità storica da inserire sui libri scolastici la falsa idea che ognuna delle due parti affermava di voler rappresentare l’Italia, e che quella che ne seguì fu una guerra civile (e non una resistenza popolare all’invasione nazista quale essa fu in realtà), adducendo poi qualche motivazione: se da una parte c’era la Repubblica Sociale Italiana, dall’altra parte bisognava avere un’altra entità, ovvero il Regno d’Italia, o Regno del Sud nella fattispecie, sottolineando anche che era schierato al fianco degli Alleati, senza che fosse avvenuta alcuna guerra tra le due “Italie”, con la Decima MAS che aveva come motto “Per l’onore d’Italia”.

Neanche a dirlo, le proteste per il premio non sono tardate ad arrivare ed è per questo che è stato organizzato un sit-in di davanti al Campidoglio organizzato dall’ANPI e della Federazione Italiana Associazioni Partigiane.

Ecco cosa ha dichiarato l’ex missino Guidi, sezione Balduina per l’occasione «Dispiacerà ai nostalgici dell’odio e della guerra civile permanente constatare che questo premio viene consegnato a chi concretamente si è saputo donare per Roma senza anacronistiche camicie nere ma con quei valori autentici per la Patria e per il nostro popolo che chi vive nell’odio di parte non riuscirà mai a comprendere».

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