Canada, nuova legislazione anti inquinamento in Alberta COMMENTA  

Canada, nuova legislazione anti inquinamento in Alberta COMMENTA  

Manca pochissimo, meno di una settimana, all’inizio della Conferenza Mondiale sul Clima, la Cop21 che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre prossimo all’11 dicembre e, dal Canada, arriva la notizia di una svolta importante in termini di protezione dell’ambiente.

La nuova governatrice della provincia dell’Alberta, Rachel Notley, ha infatti annunciato che intende promuovere l’adozione di un nuovo e innovativo sistema di tassazione basato sul computo delle emissioni di ossidi di carbonio.

Il meccanismo di base è piuttosto semplice: maggiore è il quantitativo di CO2 (per fare un esempio relativo a quello che è considerato ormai per antonomasia il gas a effetto serra), maggiori le tasse che si dovranno pagare.

Una banale quanto diretta disincentivazione all’inquinamento, che potrebbe concretizzarsi nella provincia canadese dove, come ha notato in modo corretto L’Internazionale, “si trovano i principali giacimenti mondiali di sabbie bituminose”.

Il nuovo sistema di tassazione dovrebbe entrare in vigore fra circa un anno, nel 2017, e farebbe parte di un più vasto piano per la riduzione delle emissioni con obiettivi a medio lungo termine e le prime scadenze già nel 2030.

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Gli scettici – e non sono affatto pochi – sono convinti che la situazione del nostro pianeta, dal punto di vista dell’inquinamento, sia ormai da considerare irrecuperabile. Alcuni, invece, considerano che la Cop21 sia un appuntamento fondamentale, una specie di ultimo treno da non mancare per nessuna ragione, ma pur sempre un’ultima occasione che è possibile cogliere. Altri, per contro, restano convinti che la teoria del riscaldamento globale sia priva di reali basi scientifiche.

Il punto, però, è che la politica di perpetrata violenza ai danni dell’ambiente non ha necessità di mostrare in modo totale e inequivocabile i danni di cui è capace, perché la sua insostenibilità è evidente dalle sue stesse premesse. È inaccettabile che la civiltà umana sia caratterizzata da sprechi energetici e di risorse, devastazioni e sovra sfruttamento: una politica ambientale forte e intransigente potrebbe essere l’unica spinta verso un reale progresso tecnologico e sociale, in cui cattive soluzioni e abitudini possano essere abbandonate.

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