Candidate donna presidente della Repubblica

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Candidate donna presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano si è dimesso a metà gennaio e del resto si sapeva che il suo secondo settennato era un’eccezione dovuta all’emergenza del 2013 e che sarebbe stata una soluzione provvisoria. Giovedì 29 gennaio ci sarà la prima votazione per eleggere il nuovo presidente. O la nuova presidente. Già, perché, dopo la novità del papa sudamericano, del presidente della repubblica rieletto per un secondo mandato e di un presidente del consiglio appena quarantenne, il primo presidente donna, oltre a scatenare dibattiti grammaticali sul modo in cui essere appellato (la presidente, la presidenta, la presidentessa), sarebbe sicuramente una bella novità. Nella storia repubblicana infatti i presidenti della repubblica (ma se è per quello anche i presidenti del consiglio) sono sempre stati maschi. Nilde Iotti, Irene Pivetti e Laura Boldrini, che hanno ricoperto la terza carica più alta dello Stato, sono state finora le uniche quota rosa di alto livello (a parte i ministri donna, fenomeno ormai consolidato ma comunque relativamente recente). Ma chi potrebbe essere la candidata per il Quirinale? A parte che il termine candidato non è appropriato, perché non c’è una candidatura spontanea e una campagna elettorale come alle elezioni politiche, ma una votazione tra parlamentari che raramente scelgono un nome noto fuori dal Parlamento, le papabili non sono poche.

Al contrario di quanto si possa pensare infatti ci sono molte figure carismatiche e prestigiose, dentro e fuori dal Parlamento. Un nome che secondo i sondaggi piacerebbe molto agli italiani è quello di Emma Bonino, che però va esclusa in quanto ammalata di tumore. Le sue idee sull’aborto, l’amnistia, la legalizzazione delle droghe leggere e l’eutanasia però sarebbero state forse un po’ scomode per i partiti attuali. Altrimenti avrebbero potuto eleggerla prima, invece il suo nome è stato fatto più dalla gente che dalla politica. Anna Finocchiaro forse è un po’ meno stimata dal popolo rispetto alla Bonino, soprattutto dopo l’episodio della spesa all’Ikea con la scorta, particolare che in questi tempi di clima anticasta non è certo sfuggito alla gente. Lei comunque è un magistrato, ex ministro e attuale presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ha una lunga carriera politica, al di là di quell’episodio quindi il suo profilo istituzionale è di alto livello.

Nelle fila del PD c’è poi Rosy Bindi, che del partito è stata presidente, oltre ad essere stata più volte ministro con Prodi. Attualmente è presidente della Commissione Antimafia. La sua elezione sarebbe forse un regalo di Renzi alla vecchia guardia del PD. Poi ci sarebbe Roberta Pinotti, laureata in Lettere, professoressa, attuale ministro della Difesa. Un altro nome circolato è quello di Laura Boldrini, attuale presidente della Camera. Poi c’è Linda Lanzillotta, moglie di Franco Bassassini, anche lui tra i papabili, ex ministro, ex esponente della Margherita e del PD, attualmente vice presidente del Senato. Anche l’ex ministro della giustizia Paola Severino sarebbe una figura istituzionale impeccabile, così come la collega Anna Maria Cancellieri. L’ex partigiana cattolica Tina Anselmi, che è stata la prima donna ad essere nominata ministro nel 1976, fu candidata nel 1992 e nel 2006 da un’iniziativa popolare. Oggi però ha 88 anni e quindi una sua candidatura sembra poco plausibile.

Fuori dalla politica invece si fanno i nomi di Marta Cartabia, vice presidente della Corte Costituzionale, Paola Bonzi, cattolica attiva nei centri di accoglienza per le donne e contraria all’aborto e Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra. L’intellettuale prestata alla politica Barbara Spinelli, attualmente impegnata al parlamento europeo con L’Altra Europa con Tsipras, sarebbe un nome gradito alla sinistra radicale. Le femministe invece vorrebbero Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne. Anche la presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro è stata nominata da alcuni. Altri invece vorrebbero Milena Gabanelli, audace e coraggiosa giornalista proposta nel 2013 dal Movimento 5Stelle. Anche Beppe Grillo, seppur in maniera sarcastica, ha proposto un nome al femminile: sua mamma. Altri nomi che non sono stati fatti, ma che secondo me sarebbero appropriati, data la loro caratura intellettuale, sono: la scrittrice Dacia Maraini, Eva Cantarella, giurista e scrittrice che si è occupata molto della condizione femminile nell’antichità o, ancora, la filosofa Roberta De Monticelli.

Sabato probabilmente scopriremo chi sarà il prossimo presidente della Repubblica e se sarà donna.

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