Canone Rai anche nelle assunzioni

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Canone Rai anche nelle assunzioni

E’ tornato il momento come ogni gennaio di scorgere nella cassetta delle lettere la busta dell’Agenzia delle Entrate che riguarda il canone Rai. Certo, di questi tempi, sapere già quanto sarà l’importo della probabile richiesta dell’ente, è un sollievo. La tassa sulla tv pubblica è aumentata ancora, un paio di euro, ma che la porta a una cifra che vale 112 euro. Chiudiamo gli occhi, quante cose si possono fare, oltre che pagare qualche altra bolletta, con un importo simile? Dai su, sognate un attimo, fate finta di non conoscere crisi, spese alla gola e debitucci… Ecco invece il canone si paga perché altrimenti lo Stato ha il diritto di aggiungere una tassa, una mora, una punizione, proporzionale al tempo atteso per la riscossione, che nei casi peggiori può sfociare nel canale della paurosa Equitalia e lì diventa tutto pericoloso. Se il canone è statale, perché anche il resto della televisione pubblica non dimostra di esserne all’altezza, invece di diventare una succursale della politica? A loro onorevole uso e consumo, come molte altre cose, dove hanno le mani in pasta? Si chiede di privatizzare la Rai, così da trasformarla in un’azienda che funzioni.

Potrebbe essere la soluzione, è vero, e se invece se ne impossessasse un nuovo scaltro imprenditore? Altro poi che tv spazzatura, come si dibatte in questi giorni, pagata con i nostri soldi. Se è vero ancora che negli enti pubblici si entra per regolare concorso statale (parrebbe vero), perché non potrebbe essere lo stesso con la Rai?

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Andrea Paolucci 2643 Articoli
Andrea Paolucci è l'autore di WUH! - Gorilla Sapiens Edizioni http://www.gorillasapiensedizioni.com/libri/wuh
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