Canone Rai: il Consiglio di Stato sospende il parere, esultano i consumatori

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Canone Rai: il Consiglio di Stato sospende il parere, esultano i consumatori

Esulta l’Unione dei consumatori, dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha deciso di sospendere il proprio parere sull’introduzione del Canone Rai in bolletta, dopo avere evidenziato incongruenze tra il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate per l’esenzione e l’attuale normativa. In un comunicato diramato dall’associazione dei Consumatori si invita il governo a prendere atto dei rilievi mossi dal massimo organo di giustizia amministrativa e rinviare l’introduzione del balzello nella bolletta elettrica:
Il Consiglio di Stato dà ragione ai consumatori. La mancanza di ‘un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo’ – si legge nel comunicato – formule tecniche di non facile comprensione sono criticità per le quali il Consiglio di Stato ha invitato a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, sospendendo il proprio parere in merito“.
Secondo Massimiliano Dona dell’Unc, è opportuno che le istituzioni prendano atto della vittoria dei consumatori: ‘Ora il Governo ed il Parlamento devono modificare urgentemente la legge di stabilità, rinviando le scadenza della prima rata al mese di ottobre”.
Secondo Dona, le dichiarazioni del sottosegretario Giacomelli in Parlamento, non hanno dissipato i dubbi sul concetto stesso di ‘apparecchio televisivo’ e i quesiti irrisolti permangono.


“In pratica – ha spiegato Dona- si costringeva il consumatore, ad es. per le radio, a dichiarare il falso. La nota 2 della dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate, infatti, fa riferimento agli apparecchi indicati nella nota del Ministero per lo Sviluppo Economico del 22/2/2012, nella quale le radio sono indicate tra gli apparecchi atti a ricevere. Di conseguenza, il modello costringeva il cittadino che possiede solo radio (e non deve, quindi, pagare il canone) a dichiarare il falso barrando ugualmente la casella, visto che non esiste altra strada per l’esenzione dal canone. Nella tabella della nota Mise, infatti, si riporta ancora che sono atti alla ricezione (quindi il canone va pagato) sia i ricevitori radio fissi, sia i ricevitori radio portatili, sia i ricevitori radio per mezzi mobili, sia i lettori Mp3 con radio FM integrata”.

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