Cantone richiede al prefetto di Catania un commissario per il Cara di Mineo COMMENTA  

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Le ombre fitte che aleggiano sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo, il centro richiedenti asilo più grande d’Europa inquinato dai fitti misteri di mafia capitale, non sono passate inosservate agli occhi del presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone.

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Il presidente dell’autorithy ha richiesto al Prefetto di Catania, Maria Guia Federico, il commissariamento della struttura di accoglimento poichè la gara d’appalto fu viziata da episodi di corruzione che ne hanno manipolato lo svolgimento e l’assegnazione dei servizi relativi alla struttura di accoglienza.  Una gara che secondo Cantone sarebbe stata oggetto di “manipolazione” e “condizionata”, “in esecuzione di appositi accordi corruttivi”. Lo stesso bando di gara sarebbe stato architettato per favorire alcune imprese già “virtualmente” designate a discapito di altre.

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Secondo Cantone lo scopo ultimo della manipolazione era “favorire il raggruppamento di imprese di cui fanno parte La Cascina Global Service e il Consorzio di cooperative Casa della solidarietà“. Il provvedimento di richiesta di Cantone fa seguito all’ordinanza emessa dal tribunale di Roma nella fattispecie dal gip di Roma, Flavia Costantini il 29 maggio, secondo la quale le intercettazioni oggetto dell’inchiesta”dimostrano in maniera incontrovertibile i contenuti degli accordi corruttivi”. Si attende adesso la risposta del Prefetto catanese alla richiesta del presidente Cantone.

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