Caos Flytilla in Israele: Vauro nega ed ammette

Cronaca

Caos Flytilla in Israele: Vauro nega ed ammette

Ma era davvero una manifestazione pacifista quella dell'”operazione-Flytilla“? E tra gli “indesiderati” c’era veramente anche Vauro Senesi, il popolare vignettista? Sono solo alcune delle domande, in chiaro ordine di importanza, che sorgono spontanee in seguito al caos che sta regnando sovrano da diverse ore a Tel Aviv dopo che la manifestazione di solidarietà per l’apertura di una scuola internazionale e di un museo a Betlemme nell’ambito dell’operazione “Welcome to Palestine” si è trasformata nell’ennesima occasione di scontri e tensioni. Perché alcune decine di pacifisti israeliani stanno ancora aspettando un gruppo di 1200 persone militanti della Flytilla che avrebbero dovuto partecipare alla manifestazione ma che in realtà non hanno mai messo piede sul suolo israeliano, e forse mai lo metteranno visto che decine di poliziotti stanno presidiando l’aeroporto della capitale israeliana. Una decina tra questi “messaggeri di pace” è in realtà sbarcata salvo essere immediatamente bloccata alla frontiera: gli altri biglietti aerei invece sono stati revocati.

Ma perché tutto questo?

Pur essendo essi liberi cittadini incensurati non sono stati ammessi in quanto “non graditi” per il loro passato da attivisti. Tra essi dovrebbe esserci appunto anche Vauro. Dall’interessato è giunta un’interlocutoria smentita: prima infatti ha ammesso il disguido (“Dovevo partecipare ma ho annullato il viaggio per motivi di lavoro”) per poi sostenere di essere comunque riuscito a volare in Israele aggirando i controlli. In realtà il nome del vignettista risulta nell’elenco dei poco graditi per aver partecipato in passato ad iniziative contro il blocco di Gaza. Ci sono quindi motivi di sicurezza alla base della misura preventiva delle autorità israeliane, memori di quanto successo nello scorso luglio quando un’analoga iniziativa portò all’arresto ed alla temporanea detenzione di un centinaio di attivisti. Il tutto comunque non ha fatto altro che acuire la tensione in un’area che non vuole conoscere la pace. Da una parte il presidente Netanyahu si è chiesto come mai i pacifisti non si interessino anche di altre aree a rischio (Siria su tutte), dall’altra Patrizia Cecconi, presidente dell’associazione “Gli amici della Mezzaluna rossa palestinese”, constata amaramente: “Siamo rammaricati nel vedere che il nostro Stato,che credevamo fosse sovrano, è invece una provincia d’Israele.

Noi ci occupiamo d’infanzia e adozioni cercando di dare una mano ai bambini rimasti orfani”. Ma la pace, è questo è ormai chiaro, non interessa davvero a nessuno. Politici o attivisti che siano.

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