Cap21, il piano da 600 milioni per la salvaguardia dell’ambiente

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Cap21, il piano da 600 milioni per la salvaguardia dell’ambiente

Si chiama Cap21, “in modo anche un po’ provocatorio”, come lo definiscono i responsabili stessi del progetto, il programma messo a punto dal gruppo Cap, una società di gestione di servizi idrici integrati in Lombardia e che si pone come obiettivo la salvaguardia del clima.

La provocazione consiste nella rievocazione del nome della Conferenza Mondiale sul Clima che si terrà a Parigi a partire dal prossimo 30 novembre e fino all’11 dicembre, la Cop21 appunto. Il progetto Cap è stato presentato ieri a Milano dal presidente del gruppo, Alessandro Russo, da Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club nonché attuale presidente di Green Building Council Italia, e da Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano.

“Il programma Cap21 è il contributo che come società abbiamo voluto dare alla prossima Cop 21” sono state le parole usate da Alessandro Russo, il quale ha proseguito precisando che “il nostro contributo va oltre la semplice riflessione e punta diretto alla sostanza, con una serie di iniziative che abbiamo deciso di riunire sotto il nome di ‘Cap 21′ in modo anche un po’ provocatorio, proprio a sottolineare che anche noi siamo nella partita”. Un piano da 600 milioni di euro per contribuire alla salvaguardia del clima del nostro pianeta, in questi giorni più che mai al centro delle cronache, dopo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, che prevede la nascita di 100 milioni di nuovi poveri entro i prossimi 15 anni in conseguenza degli effetti del riscaldamento globale, dopo la registrazione di 397.7 ppm di anidride carbonica nell’atmosfera (la soglia di allarme e, secondo molti, di non ritorno, è 400 ppm) e dopo la previsione che entro il prossimo secolo l’innalzamento della temperatura globale media di 2.7 gradi centigradi porterebbe ad un innalzamento del livello dei mari di 10 metri, sommergendo città come Londra e New York.

Il Cap21 riguarda soprattutto l’acqua, con progetti per lo studio di nuove tecnologie di monitoraggio e controllo e di sistemi innovativi per il trattamento delle acque reflue e il recupero delle acque di scarico, accanto a campagne più ‘popolari’, come quella per la promozione dell’uso dell’acqua del rubinetto.

Ovvio che, parlando di acqua, il discorso viri poi verso il tema del dissesto idrogeologico, definito come una delle massime priorità, anche in ambito politico. L’impegno della dirigenza Cap è quello di redigere un bilancio “per rendere trasparenti e tangibili i risultati del piano di investimenti da 300 milioni di euro, in cinque anni, che ci porterà ad essere la prima azienda pubblica a fare un bilancio ambientale”.

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