Capello: alla base dell’addio non solo il caso-Terry

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Capello: alla base dell’addio non solo il caso-Terry

Si tinge di giallo l’addio alla Nazionale inglese di Fabio Capello, dimessosi giovedì dopo un burrascoso confronto con i vertici della federazione in seguito al “caso-Terry”. Un addio forse non del tutto sorprendente ma di certo non annunciato, almeno in tempi così rapidi, e che ha fatto “sospettare” dell’esistenza di un’intesa, se non di un accordo, di Capello con un imprecisato club europeo di primo piano, o aspirante tale. Così se c’è chi parla dell’Anzhi di Eto’o e chi ricicla le vecchie liasons con l’Inter, il presidente della FA David Bernstein ha fatto luce sugli ultimi avvenimenti nell’attesa conferenza stampa tenuta a Wembley: “Capello ci ha portati ai Mondiali del 2010 ed è una grande persona che si è comportato benissimo con noi. Il suo rapporto con noi si è chiuso la riunione da amici. Ma la gestione del caso Terry dovevamo deciderla noi: si pensava che la vicenda si sarebbe conclusa a marzo con il processo, invece c’è stato un rallentamento, quindi abbiamo preso la decisione che conoscete.

Ho informato Capello di questo giovedì sera e lui sembrava aver accettato, poi domenica ha rilasciato (alla Rai, ndr) un’intervista dove ha dichiarato di non essere d’accordo e sono nati i problemi. Di sicuro noi non avevamo intenzione di licenziarlo”.

Un vero e proprio colpo di scena che parzialmente sbugiarda Capello, il quale ha già specificato di non voler tornare nel merito ritenendo conclusa questa parentesi professionale. Peraltro è altamente probabile che più che di dimissioni si possa essere trattato di un “esonero pilotato”, che garantisca al tecnico una lauta buonuscita rispetto al contratto stellare che era in essere fino al giugno prossimo. Il mistero comunque s’infittisce visto che poche ora fa il tecnico aveva parlato di una “grave lesione della mia professionalità”. Possibile che dietro ci sia davvero un accordo tra Capello ed un top club? Oppure non è stata detta tutta la verità sul caso-Terry? Quel che è certo è che i malumori tra Capello e la FA non sono riconducibili solo alla fascia da capitano della Nazionale.

Non considerando la delusione per l’eliminazione dai Mondiali, condizionata anche dalla clamorosa svista arbitrale sul gol-non gol di Lampard, e pure le impreviste sofferenze per ottenere il pass diretto verso Euro 2012, è noto che Capello e la Federazione avevano idee profondamente differenti sulla gestione del calcio inglese. Secondo il tecnico di Pieris il motivo dei continui flop della Nazionale è da ricondurre allo stress psicofisico dei calciatori, in campo di fatto ininterrottamente da agosto a maggio tra campionato, Fa Cup e Carling Cup.

Da qui il suggerimento di introdurre una pausa durante la stagione, tradizionalmente mal vista da critica e tifosi inglesi, fino alla proposta-provocazione di lasciare ai giocatori due settimane di totale relax tra la fine della stagione ed il raduno pre-Europei. E’ altrettanto noto però che la stragrande maggioranza del gruppo era dalla parte di Capello, apprezzandone la gestione seppur autoritaria del gruppo. Ma oramai tutto questo appartiene al passato: il futuro prossimo della Nazionale inglese si chiamerà Stuart Pearce, attuale ct dell’Under 21, che guiderà la squadra nell’amichevole contro l’Olanda in programma.

Poi si aprirà la caccia al tecnico che allenerà la squadra agli Europei: tutti gli indizi portano ad Harry Redknapp. Il più amato dai tifosi. E dalla FA.

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