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Capitalismo oggi: la nuova tirannia
Roma

Capitalismo oggi: la nuova tirannia

Sappiamo tutti che lo spread a 300 punti è all’incirca quello che il governo italiano e la Banca d’Italia avevano indicato come punto di equilibrio di uno scenario finanziario che fosse in linea con i “fondamentali” economici; adesso pare addirittura che l’Italia sia vicina a tale equilibrio, pertanto si dovrebbe dedurre che le turbolenze finanziarie siano finalmente finite e che, come dice Monti, in fondo al tunnel si vede la luce.

Dimentichiamo di sottolineare tuttavia che i fattori di instabilità e le contraddizioni del sistema capitalistico neoliberista di fattura montiana sono ancora forti

E’ innegabile che l’era Monti post berlusconiana abbia portato ad una serie di provvedimenti – senza essere disturbata dall’opposizione – tali per i quali la crisi di questi ultimi anni è ancora una volta ricaduta sulle spalle della popolazione , mentre le classi dirigenti continuano indisturbati nelle loro pratiche non sempre lecite di amministrare una nazione. Un po’ di pulizia a dire il vero è stata fatta ma questo non ha prodotto nessuna rivoluzione degli assetti di governo, ovvero quella dittatura borghese che oggi si nasconde dietro il vessillo della democrazia, anzi pare che il governo attuale si sia addirittura rafforzato

Così se sul piano politico-istituzionale possiamo parlare di tirannia, nel senso letterale del termine.

Il tiranno viene chiamato a capo del governo quando la democrazia formale (lo spazio della politica) non riesce a produrre governo e disciplinamento, la figura di Monti coincide esattamente con quella del tiranno.

“A volte, come nel caso di Pittaco a Mitilene (Lesbo), è la stessa cittadinanza che nomina un cittadino tiranno (o meglio esimneta), proprio per porre fine alle continue guerre tra fazioni aristocratiche.”

Ora poiché in Italia i faziosi borghesi che ci governavano sotto Berlusconi non erano in grado di affrontare la crisi ecco allora che Giorgio Napolitano ha pensato bene di nominare un tiranno.

La stessa cosa accade nel resto dell’Europa: I trattati che sottostanno al varo del ESM (meccanismo di stabilità) ed al Fiscal Compact (uniformità fiscale) danno un mandato tirannico alle agenzie europee, che è impersonato da Mario Draghi

La politica dei super tecnici tiranni di nostra produzione, con l’appoggio delle piazze finanziarie internazionali, dalle agenzie di rating, dai circoli imprenditoriali multinazionali , sta realizzando pienamente il sogno del capitalismo attraverso dei semplici meccanismi quali: compressione della domanda, impoverimento della popolazione, asservimento della classe operaia, inflazione galoppante, riaccumulazione di riserve monetarie per far ripartire il gioco dello sfruttamento.

Fanno sorridere i capricci lamentevoli di Confindustria che lamenta che la crisi abbia abbattuto il PIL dell’8%, ma non mette in rilievo come questa riduzione abbia colpito in maniera esponenziale la popolazione ed in maniera molto più lieve le imprese, mentre il divario ricchi/poveri nel nostro paese si sta trasformando in un abisso di dimensioni colossali, quasi da terzo mondo.

Del resto il caos è nato proprio da una crisi di sovrapproduzione e adesso ci troviamo quasi tutti a recitare, cercando magari di autoconvincerci, il solito mantra:” non potremo più vivere al di sopra della nostre possibilità”.

La cosa peggiore è che tuttavia manca un movimento capace di contrastare tale situazione, movimento non certo interno al Parlamento, dove abbiamo potuto appurare che non esiste opposizione, ma esterno, che abbia un vigore del tutto nuovo, così in questo scenario la tirannia di un Monti o di un Draghi sembrano quindi migliori della dittatura di un Berlusconi, di un Sarkozy o di una Merkel.

Obama sembra meglio di Romney, mentre a dire il vero, questi signori che passano come baluardi contro gli speculatori, i grandi evasori e i mafiosi stanno garantendo il dominio degli stati e del sistema capitalistico: lavora, consuma, possibilmente il minimo indispensabile e crepa, così si risparmia anche sulla pensione, la stessa che loro passano attraverso i vitalizi a mogli, figli e future generazioni

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