Carote: proprietà e fibre

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Carote: proprietà e fibre

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Le carote sono un ortaggio dalle molte proprietà benefiche.Quali sono?Si possono assimilare mangiando le carote sia cotte sia crude?Quante fibre contengono?

Le carote sono un alimento quasi portentoso grazie alle innumerevoli proprietà in esse contenute. Spesso sentiamo dire che il principale beneficio che apporta è alla vista. In realtà questo è solo uno, e nemmeno il più importante, dei benefici dell’ortaggio.

Una delle sostanze contenute nella carota è il beta-carotene, un antiossidante efficace contro i radicali liberi, per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e della degenerazione maculare. Quest’ultima è particolarmente pericolosa perché può portare gli anziani alla cecità. È la vitamina A ad essere fonte di beta-carotene: le carote ne sono ricche e bastano 100 g per coprire il fabbisogno giornaliero della vitamina.

La vitamina C è un’altro prezioso elemento di cui sono ricche, utile soprattutto d’inverno. Dato che la vitamina C è sensibile al calore, la cottura ne provoca la dispersione.

Per poterla assimilare è consigliabile evitare la cottura delle carote e mangiarle crude. Sono anche ricche di minerali come magnesio, potassio, calcio e ferro. Questi elementi sono molto importanti perché permettono all’organismo di contrastare gli effetti acidi di carne, pesce e amido.

Ma i benefici non finiscono qui. Anche le fibre non mancano, in particolare lignina, cellulosa e pectina. Grazie ad esse, chi ha problemi di transito intestinale, può risolverli facilmente mangiando questi ortaggi crudi. Attenzione però alla vellutata o alla zuppa di carote. Queste ricette sono ottime per chi soffre di diarrea, non il contrario. È presto detto perché: il nucleo di questi ortaggi ha la capacità di regolare la ritenzione idrica, aiutando a migliorare la consistenza delle feci. Quindi carote crude per chi soffre di stipsi mentre cotte per chi ha il problema contrario.

Infine, secondo uno studio statunitense, la carota cruda aiuta anche a ridurre il livello di colesterolo nel sangue, almeno dell’11%. Questi risultati sono stati raggiunti inserendo nella dieta giornaliera dei soggetti analizzati 200 g di carote.

Nello specifico, è la pectina la sostanza responsabile dell’eliminazione dei sali biliari e degli acidi grassi.

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