La forza dirompente e sempre attuale della Poesia

Attualità

La forza dirompente e sempre attuale della Poesia

“…Non deve essere facile, in questa bassa marea, occuparsi di poesia. Eppure ce n’è così bisogno.” Così la scrittrice Margaret Mazzantini saluta la Casa della Poesia di Baronissi (SA): ovvero una delle poche presenze sul territorio nazionale che abbiano l’intento di occuparsi nel profondo di poesia, ma sicuramente l’unica a cui questo non basti. Perché la Casa della Poesia è anche e soprattutto casa dei Poeti.

Per rendersene conto basterebbe consultare questa pagina, http://www.casadellapoesia.org/credits, perché ci si apra un mondo di attestazioni di stima e ringraziamenti: dal poeta e musicista Leonard Cohen a Luis Sepúlveda, da Lawrence Ferlinghetti a Giuseppe Conte e Maurizio Cucchi, da Erri De Luca a Ivo Machado, da Janine Pommy Vega ad Agneta Falk e Maram Al-Masri in un elenco talmente nutrito da non poterlo citare nell’esatto insieme. Il gotha della poesia internazionale tutto per Sergio Iagulli che con la moglie Raffaella Marzano, traduttrice raffinatissima, ha ideato questo luogo (anche mentale) davvero unico.

Casa della Poesia nasce nel 1996 e da allora non ha mai smesso di dedicarsi a quest’arte impalpabile che – attraverso un sistema binario estremamente accurato di lessico e ritmo – ci parla della nostra anima e, di rimando, spesso la guarisce. Oltre all’intento divulgativo, organizza vere e proprie kermesse come ‘Napolipoesia’, ‘Lo Spirito dei Luoghi’, ‘Verba Volant’, ‘Salernopoesia’ fino agli Incontri Internazionali di Poesia nella bellissima città di Sarajevo, ogni anno a settembre.

In via Convento, nel centro di Baronissi, la struttura ospita poeti arrivati da tutto il mondo. L’atmosfera è incantata: spesso si possono incontrare in questo luogo grandissimi artisti, con i quali discutere di poesia o addirittura bere un caffè in un clima irreale, cancellando in un momento ogni gerarchia intellettuale.

Su queste pagine si parlerà ancora molto di questa realtà, soprattutto in vista delle giornate di Poesia organizzate in primavera, ma si vorrebbe osare di più: una poesia al giorno.

Costrutti in versi che parlino di storia amore attualità male di vivere se si vuole, ma che possano contribuire a rendere musicale e denso di significato tutto quello che la giornata riserverà per noi.

Lorenza Cattadori

Ecco la prima, scritta dal poeta inglese Tony Harrison. Se volete ascoltare la sua voce mentre legge il testo, potete farlo qui: http://www.casadellapoesia.org/poeti/harrison-tony/interurbana/poesie

INTERURBANA

Per quanto mia madre fosse morta da due anni
papà teneva le sue pantofole a scaldare sul fornello,
metteva dalla sua parte del letto la boule
e le rinnovava la tessera dell’autobus.
Non potevi fargli un’improvvisata, dovevi avvertire.
Si prendeva un’ora per avere il tempo
di togliere d’attorno le cose di lei e sembrare solo
come se il suo amore acerbo fosse un delitto.
Non poteva rischiare lo scontro con la mia incredulità,
per quanto certo di sentire da un momento all’altro la chiave
girare nella toppa arrugginita e liberarlo dal dolore.
Sapeva che lei era solo uscita un attimo a comprare il tè.
Per me la vita finisce con la morte, e basta.
Non siete usciti a fare la spesa tutti e due;
però nel nuovo taccuino di pelle nera c’è il tuo nome
e il numero staccato che ancora chiamo.

(da: Tony Harrison, “V e altre poesie”, Einaudi)

Traduzione: Massimo Bacigalupo

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