Casi piloti suicidi in volo COMMENTA  

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casi piloti suicidi in volo
casi piloti suicidi in volo

Casi come quello dell’airbus precipitato in Francia purtroppo non sono poi così rari. Sto parlando del volo Germanwings precipitato in Francia una decina di giorni fa, a causa, si è scoperto, dell’intento suicida del copilota.

Da un punto di vista del profilo psicologico e della diagnosi psichiatrica un comportamento del genere non c’entra tanto con la depressione quanto piuttosto con un atteggiamento mitomane e psicotico, pericoloso per sé e per gli altri, come quello dei kamikaze, termine che tra l’altro deriva dall’usanza dei piloti giapponesi di farsi schiantare contro obiettivi nemici, accettando la morte per una causa “superiore”.

Casi piloti suicidi in volo

Nel 1982 fu un pilota giapponese a far precipitare volontariamente in mare l’aereo che pilotava facendo morire 24 persone.

Ci sono almeno altri cinque casi di piloti suicidi in volo, che purtroppo però nella loro follia non solo suicida ma anche omicida, hanno ucciso anche l’equipaggio e i passeggeri.

Nel 2013 in Namibia capitò un caso molto simile a quello della Germanwings in cui il copilota attese che il pilota si assentasse per chiudersi dentro la cabina e dirottare a terra l’aereo provocando 30 morti.

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Il caso più recente, prima di quello della Germanwings, è stato appena un anno fa in Malesia in cui un Boeing è scomparso. In questo caso però l’intento suicida del pilota è solo una delle tante ipotesi per spiegare il probabile inabissamento del mezzo.

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