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Caso-Pessotto: aperto un fascicolo

Calcio

Caso-Pessotto: aperto un fascicolo

Eppur si muove. Ironie a parte, bisogna mettersi nei panni di Stefano Palazzi, il super-procuratore federale alle prese con un numero ristrettissimo di collaboratori ma con una quantità immane di lavoro, vista l’estensione dello scandalo-scommesse. E senza dimenticare che il suo mandato scadrà a giugno (ed il rinnovo non è affatto automatico), una nota di merito dev’essere considerata la decisione di interessarsi del “caso-Pessotto”. Il riferimento è ovviamente all’increscioso striscione (“Pessotto simulatore. Si e’ buttato o era rigore“) comparso, per fortuna per pochi minuti, all’inizio del secondo tempo della partita contro la Juventus di mercoledì scorso nella curva Bulgarelli, settore caldo del tifo bolognese, sebbene mai come questa volta il nome del compianto ex centrocampista della Nazionale sia stato infangato con un simile comportamento.

Palazzi ha infatti deciso di aprire un fascicolo in merito, ed ora si attendono sviluppi. Non a breve, certo, perché è vietato farsi illusioni sulla tempistica della giustizia sportiva ma entro qualche settimana è lecito attendersi una punizione per il comunque incolpevole club rossoblù.

Dalla squalifica del campo alla chiusura della curva fino ad una semplice multa: qualcosa va fatto, è evidente. L’episodio non era stato punito dal giudice sportivo Tosel in quanto non compariva nel referto arbitrale, venendo meno alle aspettative del dg juventino Marotta (“E’ un’infamia che spero sia stata rilevata dalle autorità preposte” aveva detto nel postpartita): evidentemente Banti non se n’era avveduto, e con lui pure gli altri tre ufficiali di gara.

Torna quindi in discussione il ruolo del quarto uomo che per quanto “impegnato” a tenere a bada lo scalmanato Conte, aveva certo più possibilità rispetto al direttore di gara centrale di accorgersi dello scempio comparso in curva. La nostra umilssima soluzione sarebbe quella di bandire tutti gli striscioni dagli stadi, soluzione impensabile visto il ruolo “centrale” che le curve rivestono nel calcio italiano: ci rimetterebbero anche sostenitori innocenti e forse le partite sarebbero meno “colorate”, ma la civiltà non ha prezzo.

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