Caso Regeni, a Roma il confronto sulle indagini COMMENTA  

Caso Regeni, a Roma il confronto sulle indagini COMMENTA  

Caso Regeni, a Roma il confronto sulle indagini

Dalle ore 10 di questa mattina, gli investigatori egiziani sono a Roma per confrontarsi con la Polizia per scoprire la verità su quanto è successo a Giulio Regeni, il ricercatore torturato e ucciso al Cairo.


La giornata di oggi sarà molto importante e guiderà poi le settimane che verranno, segnando così la strada da seguire per capire chi e perchè ha rapito Giulio Regeni, torturandolo a morte. Gli investigatori italiani ed egiziani si confronteranno sulle indagini portate avanti finora, scambiandosi i verbali delle testimonianze e delle prove recuperate. Il fascicolo portato dall’Egitto è composto da tremila pagine, ma non basta per silenziare le critiche per come hanno condotto le indagini.

All’interno della stanza predisposta per le indagini, ci sono agenti del ROS e del SCO, oltre a procuratori e pubblici ministeri. Dall’Egitto, sono presenti tra gli altri il procuratore Mostafa Soliman e il generale Alaa Azm, vice di Khaled Shalaby, l’uomo indicato nella mail anonima come colui che ha gestito le torture e l’interrogatorio di Regeni, fino al depistaggio per coprire la presunta responsabilità del governo egiziano.


Il dossier ricevuto finora dalle autorità egiziane non soddisfano gli inquirenti italiani, i quali spiegano che le informazioni ricevute sono quasi totalmente inutili, carenti di prove certe e con dati mancanti.

Alcune informazioni, richieste dall’Italia già da alcune settimane, non sono mai state spedite. Da oggi, forse, la collaborazione delle autorità dei due Paesi potrà portare alla verità, ma l’Italia non accetterà scuse o conclusioni al limite del ridicolo.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*