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Caso Yara, l’uomo misterioso sul luogo del ritrovamento

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Caso Yara, l’uomo misterioso sul luogo del ritrovamento

Una testimonianza per nulla trascurabile, quella resa al processo per l’omicidio di Yara Gambirasio dall’uomo che ritrovò il cadavere della ragazza.
Ilario Scotti, questo è il nome dell’uomo, è un aeromodellista e, quel giorno, si trovava in quella zona per coltivare il suo hobby. Seguiva i volteggi del suo modellino, fino a vederlo sparire nell’erba alta.
“Quando andai a recuperare l’aereo” ha raccontato Scotti “mi sembrò di vedere un mucchio di stracci, poi capii che era un cadavere e chiamai il 113. Mentre aspettavo vidi un uomo calvo, di 50-55 anni, al volante di un’utilitaria: ha posteggiato all’inizio della stradina, è sceso dall’auto e poi è salito con i piedi sui dei blocchetti di cemento da dove è rimasto a guardarmi per 10-15 minuti, poi si è allontanato quando si sono sentite le sirene”.
Testimonianza non trascurabile, eppure non nuova, perché quello che Scotti ha raccontato al processo lo aveva già detto in passato agli investigatori, che, però, hanno ritenuto più affidabile, alla luce di tutti gli elementi, la pista che portava a Massimo Bossetti.
Eppure, è quanto meno singolare che un uomo fosse presente proprio nel luogo e nel momento del ritrovamento del cadavere.

Un uomo che, stando alla descrizione, non può proprio essere Bossetti e che con Bossetti, con ogni probabilità, non ha nulla a che fare. Forse nulla più di un curioso, che si trovava lì per caso, oppure attratto proprio da ciò che Scotti stava facendo (riferendosi con ciò al volo dell’aeroplano modello) e poi scappato al suono delle sirene per un banale quanto innocuo desiderio di non essere coinvolto in una vicenda alla quale era ed è estraneo.
Certo, però, che, se non fosse così, allora bisognerebbe riconsiderare la posizione di Massimo Bossetti, finora unico indagato per il delitto.
Un dubbio basta per trasformare un presunto colpevole in un innocente, e la sola presenza di questo uomo misterioso è più che sufficiente a insinuarlo. La speranza, a questo punto, è che il diretto interessato, non avendo nulla da nascondere, si faccia avanti e chiarisca la sua posizione.
Logica vuole, però, che se ciò non avverrà, si debba considerare la possibilità che qualcosa da nascondere, quell’uomo, la possa avere.

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