Cassazione: sì ai film porno in ufficio in pausa pranzo

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Cassazione: sì ai film porno in ufficio in pausa pranzo

La Suprema Corte ha dato il via libera alla visione di filmati pornografici anche in ufficio, purchè siano relegati esclusivamente al momento della pausa pranzo. La pronuncia della Cassazione è arrivata in riferimento alla vicenda giudiziaria di un operaio manutentore dell’azienda Fiat di Termini Imerese, che era stato licenziato il 13 Maggio 2008. L’azienda aveva accusato l’operaio di appartarsi con alcuni colleghi durante il turno di lavoro, e nascosto dietro l’armadietto era stato trovato un pc contenente un video porno. Sulla base di tale episodio l’azienda aveva deciso di licenziare l’operaio che, secondo il suo parere, in quel momento, era stato colto mentre svolgeva un’attività estranea a quella lavorativa.

Il 7 Luglio del 2010 il Tribunale di Termini Imerese ha convalidato l’espulsione dell’operaio. Anche in Appello la Fiat aveva proseguito adducendo che il licenziamento era stato inflitto per “giusta causa”. Ma, giunta dinanzi ai giudici della Suprema Corte, la vicenda ha cambiato rotta, poiché è stato rilevato che gli elementi raccolti non erano tali da poter asserire con certezza che il dipendente si fosse messo a guardare il filmato hard durante l’orario di lavoro (si trattava solo di sospetti). Inoltre l’operaio aveva confessato di aver guardato il video con i colleghi durante la pausa mensa. Cosa che, secondo i giudici della Cassazione, non rappresenterebbe un illecito.

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