Il Castello Reale di Varsavia, distrutto dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale

Il Castello Reale di Varsavia, distrutto dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale

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Il Castello Reale di Varsavia, distrutto dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale

Palazzo reale
Castello Reale di Varsavia

Il Castello Reale di Varsavia, le origini passando per la Seconda Guerra Mondiale, la distruzione da parte dei tedeschi, l’abbandono delle macerie fino al 1971 e la ricostruzione.

Funzione e storia

Il Castello Reale (Zamek Królewski) di Varsavia, situato nella Piazza del Castello (Plac Zamkowy) nella città vecchia, fu residenza dei monarchi polacchi, sede dell’ufficio personale del re e degli uffici amministrativi fino alle varie spartizioni del regno di Polonia. Tra il 1926 e la Seconda Guerra Mondiale fu invece residenza del presidente polacco.

Varsavia

Venne edificato dai duchi della regione della Masovia nel XIV secolo e la capitale della Polonia si sviluppò attorno ad esso. Nel 1596 venne scelto come residenza da re Sigismondo III Vasa dell’allora Confederazione polacco-lituana, quando Varsavia venne eletta capitale del regno. Due anni più tardi iniziarono lavori di restauro che si protrassero fino al 1619. L’ala orientale dell’edificio, che guarda verso il fiume Vistola, venne fatta restaurare più tardi, tra il 1740 e il 1752, da re Augusto III. In questo luogo, nel 1573 furono gettate le basi per la democrazia in Polonia: furono scritti gli emendamenti alla costituzione della Confederazione polacco-lituana e decretata una ben maggiore tolleranza religiosa.

Inoltre venne stabilito il liberum veto – ovvero la norma secondo cui l’opposizione libera anche di un solo membro (aristocratico) del Parlamento, aveva il potere di bloccarne ogni decisione – e nel 1791 venne promulgata la Costituzione Polacca di Maggio, cioè prima costituzione nazionale moderna europea.

Re di Polonia

Il Castello Reale venne parzialmente distrutto durante l’invasione nazista della Polonia nel 1939, casus belli della Seconda Guerra Mondiale e subì gravi danni da parte tedesca durante la rivolta di Varsavia. Ancora, il palazzo in rovina venne fatto esplodere sempre da ingegneri del Reich nel 1944 e le macerie rimasero lì fino al 1971.

Luftwaffe

Poco tempo dopo iniziò la ricostruzione, che si deve completamente a donazioni private, e continuò fino al 1988. Nel luglio 1974 tornò a funzionare l’orologio della torre – detta “Torre di Sigismondo”, innalzata nel 1622 -, che segnava ancora l’ora del bombardamento da parte dell’aviazione tedesca (Luftwaffe). Molte opere d’arte che si trovavano all’interno del palazzo vennero salvate dalla furia nazista ed esposte nuovamente dopo la guerra.

Tra loro dipinti del nipote del Canaletto – conservati nell’omonima stanza -: il pittore Bernardo Bellotto, che raffigurò più volte la città di Varsavia.

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