Catalogna, la Corte Costituzionale spagnola boccia la mozione per l’indipendenza COMMENTA  

Catalogna, la Corte Costituzionale spagnola boccia la mozione per l’indipendenza COMMENTA  

Nessuna sorpresa, tutto sommato, riguardo ciò che sta accadendo in questi giorni in Spagna.

Pochi giorni fa, il parlamento catalano ha approvato la mozione in base alla quale si sanciva “l’inizio del processo di creazione dello Stato Catalano Indipendente, sotto forma di repubblica”. Via libera, in altre parole, alla creazione della repubblica indipendente di Catalogna. Da Madrid, il premier Mariano Rajoy aveva reagito in modo molto duro, dichiarando che si sarebbe rivolto alla Corte Costituzionale di Spagna presentando un ricorso per chiedere “la sospensione immediata di questa iniziativa e di tutti i suoi effetti”. Madrid contro Barcellona, con la prima che da tempo non vuole neppure sentir parlare di indipendenza, fino a negare alla Catalogna di celebrare un referendum ufficiale, e la seconda che, giunta a questo punto, considera ormai delegittimate le istituzioni spagnole, fra la cui la stessa Corte Costituzionale.


Quest’ultima, ieri, si è però espressa, dichiarando che il ricorso presentato dal governo di Mariano Rajoy è “ricevibile” e che la situazione sarà analizzata e giudicata entro i prossimi cinque mesi.

Nel frattempo, la Corte Costituzionale ha deciso di sospendere la mozione del parlamento catalano, che, dal punto di vista di Madrid, ha perso quindi al momento ogni validità.

Non altrettanto vale però per Barcellona, che, appunto, non considera più la Corte come organo legittimato a dare giudizio circa l’operato del parlamento locale, avendo questo ormai avviato il processo separatista.

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Il problema che si viene a creare, a questo punto, è soprattutto politico: da una parte, il parlamento catalano, legittimato al governo dal successo elettorale delle ultime consultazioni regionali, ma privo di una maggioranza assoluta. Dall’altra, Madrid, che ha sempre insistito nel non voler concedere il minimo margine alla Catalogna, fino a negarle la possibilità di organizzare una consultazione ufficiale circa la volontà indipendentista della propria popolazione. La posizione di Rajoy è, in questo momento, molto debole, perché è stato soprattutto lui a opporsi al referendum separatista, ignorando che da un voto del genere sarebbe uscito vincitore. Un errore che rischia di spianare la strada alle forze politiche locale, forti invece della maggioranza parlamentare conquistata in modo del tutto regolare con il voto regionale.

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