Catalogna: via libera all’indipendenza, scontro con Madrid

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Catalogna: via libera all’indipendenza, scontro con Madrid

Dopo il voto dello scorso settembre, con il quale il popolo catalano aveva consegnato il governo regionale al fronte indipendentista, che però era risultato privo della maggioranza assoluta degli elettori, arriva da Barcellona la mossa chiave che tutti attendevano.

Ieri infatti il parlamento della Catalogna ha approvato la mozione con cui si sancisce “l’inizio del processo di creazione dello Stato Catalano Indipendente, sotto forma di repubblica”. 72 i voti a favore (quelli della maggioranza uscita dalle elezioni regionali), 63 quelli contrari, fra cui gli esponenti del partito popolare dell’attuale premier Mariano Rajoy che, per protesta, hanno esposto i vessilli spagnoli. Il clima è arroventato, in queste ore, perché da Barcellona continuano a dichiarare le istituzioni nazionali spagnole del tutto delegittimate, mentre Rajoy, da Madrid, ha annunciato di essere intenzionato a presentare un ricorso urgente alla Corte Costituzionale per far invalidare la risoluzione appena approvata dal parlamento catalano. “Ho sollecitato” ha detto in televisione Rajoy, “la sospensione immediata di questa iniziativa e di tutti i suoi effetti”, ma, fra le istituzioni che Barcellona considera delegittimate, in prima fila ci sarebbe proprio la Corte Costituzionale.

Quest’ultima, quanto meno per prudenza, dovrebbe con ogni probabilità stabilire la sospensione della mozione catalana e, a quel punto, la partita si giocherebbe sul campo di uno scontro diretto fra le istituzioni politiche di Madrid (governo centrale spagnolo) e Barcellona (governo locale catalano indipendentista).

Di certo è impossibile prevedere cosa possa produrre un tale scontro, perché si tratterebbe di una situazione inedita, prodotta peraltro da un voto democratico e legittimo (quello che ha eletto l’attuale parlamento regionale), ma che avrebbe necessitato la forza di una vittoria in un vero e proprio referendum sul modello di quello tenutosi, ad esempio, in Scozia. Sono possibili anche notevoli ripercussioni a livello di politica nazionale, perché tale referendum, richiesto dalla Catalogna, è sempre stato negato da Rajoy, che lo ha sempre bocciato perché ritenuto incostituzionale. Stante il risultato delle elezioni regionali, dove il fronte indipendentista non ha ottenuto la maggioranza degli elettori, se quel referendum fosse stato approvato da Madrid, ora la situazione si presenterebbe in modo diverso.

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