Cern: super acceleratore Lhc scopre la prima nuova particella

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Cern: super acceleratore Lhc scopre la prima nuova particella


Cern: super acceleratore Lhc scopre la prima nuova particella
Identificata grazie ad Atlas. Fa parte della famiglia dei mesoni

Per la prima volta l’acceleratore di particelle Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra ha permesso di ‘avvistare’ una nuova particella, che finora era stata soltanto prevista dai modelli teorici. Si chiama Chi_b(3P) ed e’ stata scoperta dai ricercatori delle università britanniche di Birmingham e Lancaster, che lavorano all’esperimento Atlas.

La new entry Chi_b(3P), presentata anche sul sito Lhc Italia, a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), appartiene alla famiglia dei mesoni, le particelle subatomiche formate dall’unione del mattone della materia, il quark, con la particella specularmente opposta, l’antiquark, dotata della stessa massa e della stessa quantita’ di carica ma con segno opposto. Chi_b(3P), in particolare, è formata dall’unione di un particolare tipo di quark, detto beauty, con il suo antiquark.

I mesoni sono delle particelle instabili che, una volta prodotte nelle collisioni ad alta energia dei protoni, decadono in tempi infinitesimi.

‘Il loro studio – spiega James Walder dell’universita’ di Birmingham – puo’ aiutarci a comprendere meglio la forza ‘forte’ che è la forza fondamentale che lega i quark nei protoni e nei neutroni e consente a questi ultimi di formare i nuclei atomici.

Questa scoperta – aggiunge – è senz’altro la prima di molte altre che seguiranno dall’analisi dell’impressionante quantità di dati prodotta quest’anno da Lhc‘.

La scoperta di Chi_b(3P) è il primo degli importanti risultati che i ricercatori del Cern di Ginevra si prefiggono di raggiungere grazie ai loro esperimenti che procedono speditamente proprio in questi mesi. Solo pochi giorni fa era stata annunciata la scoperta dell’impronta del bosone di Higgs, la particella di Dio grazie alla quale esiste la massa.

‘Mentre c’è grande attesa per il bosone di Higgs – afferma Roger Jones, capo del gruppo di Lancaster che lavora all’esperimento Atlas – gran parte della massa degli oggetti di tutti i giorni deriva proprio dalla forza forte che stiamo studiando’.

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