Cesena, presentato Beretta: “C’è poco tempo: bisogna correre”

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Cesena, presentato Beretta: “C’è poco tempo: bisogna correre”

Mario Beretta è finalmente diventato l’allenatore del Cesena. Dopo due tentativi andati a vuoto, il tecnico milanese si siederà per la prima volta sulla panchina del Manuzzi solo venti giorni, nel recupero del 7 marzo contro il Catania. Prima però ci sarà da affrontare la doppia trasferta del Bentegodi contro il Chievo e di Firenze. Intanto Beretta ha diretto il primo allenamento per poi concedersi ai microfoni dei giornalisti per la presentazione ufficiale nella quale ha confidato di essere passato in poche ore dalla settimana bianca a Courmayeur con la famiglia ad una panchina di Serie A. Possibile che non sperasse più per quest’anno ad una chiamata in corsa? “E’ successo tutto molto in fretta: ringrazio il presidente per la fiducia. Dobbiamo subito metterci a lavorare: il tempo a disposizione è poco. Intanto pensiamo a lasciare l’ultimo posto, se possibile già domenica a Verona dove dovremo assolutamente fare punti”. Beretta non ha negato le possibili difficoltà davanti ad un gruppo costretto al terzo cambio di allenatore: “La squadra ha bisogno di certezze sul piano psicologico ma anche tattico.

I moduli? Prima devo valutare la rosa, ma non è il problema principale”. Dal canto suo il presidente Campedelli giustifica il cambio con le solite parole del caso: “Ringrazio Arrigoni ed i suoi collaboratori ma c’era bisogno di cambiare: la squadra non reagiva più. Siamo ultimi ma non rassegnati”.

Per agevolarne il lavoro, la società ha deciso di affiancargli tra i vice allenatori un’istituzione cesenate come Luigi Piangerelli, che conosce alla perfezione ogni segreto di squadra (era nella rosa fino allo scorso anno prima di diventare responsabile del settore giovanile) ed ambiente. Quel che è certo è che nei prossimi tre mesi il Cesena e Beretta si giocheranno un bel pezzo di futuro: da una parte un club che, dopo aver speso di tutto e di più tra luglio e gennaio, non può permettersi di retrocedere, dall’altro un allenatore chiamato a riscattare le ultime due inquietanti esperienze a Torino e Brescia, terminate con altrettanti esoneri, dopo rispettivamente cinque e sette partite, dopo essere subentrato in corsa a Colantuono e Iachini, poi sempre richiamati.

Ed il fatto che nessuna delle due squadre abbia poi centrato l’obiettivo di partenza non basta per placare la voglia di rivincita di Beretta che vuole ripartire. Come il Cesena.

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