Champions: l’Inter è fuori. Non solo sfortuna

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Champions: l’Inter è fuori. Non solo sfortuna

Mettiamola così: dopo aver gioito follemente per anni, tra Triplete e scudetti in serie, una nemesi poteva pure starci. Ma così fa davvero male: dopo aver subito il gol della sconfitta al 92’ nella partita d’andata, l’Inter crolla anche a San Siro all’ultimo minuto e saluta la Champìons ad un passo dai supplementari. Proprio quando i supplementari erano alle porte un lancio di Mandanda ha mandato fuori giri i centrali: Samuel perde il contrasto aereo col neo-entrato Brandao che controlla ed infila Julio Cesar. Una beffa atroce almeno dal punto di vista psicologico, accentuata dal rigore in extra-time che regala una vittoria davvero di Pirro e destinata a rappresentare, questa sì, il canto del cigno di un intero ciclo, denso di soddisfazioni ma che non si è saputo chiudere in tempo e per tempo. Perché mettendo per un attimo da parte l’amarezza occorre dire con sincerità che l’Inter non ha interpretato al meglio quella che doveva essere la Partita dell’Anno, che si è rivelata specchio fedele di una stagione nata male ma non solo per malasorte: dalla tardiva scelta dell’allenatore ad un altro mercato insufficiente.

Scelte che si pagano in Italia, e che costano carissime in Europa.

Il risultato dell’andata era infido, d’accordo, perché non si sa mai se buttarsi all’attacco o affrontare la rimonta da effettuarsi in modo tattico, ma la prestazione dei nerazzurri è stata nel complesso insufficiente sotto l’aspetto tattico ma pure sotto quello nervoso. Per questo parlare di sfortuna ci sta, ma senza esagerare. Non si può infatti dimenticare che prima del gol di Milito, giunto solo al 75’ ed al termine di un confuso batti e ribatti in area, la squadra aveva creato appena due palle gol, entrambe in avvio di partita con lo stesso Principe, che ha impegnato Mandanda con uno strano colpo di petto, e soprattutto con Sneijder, che ha calciato incredibilmente addosso al portiere disteso a terra.

Poi più nulla, solo tanta frenesia e confusione: merito anche dell’accorta disposizione tattica di Deschamps, che senza fare le barricate ha preparato due linee molto compatte grazie alla dinamica catena di destra Azpilicueta-Amalfitano ed alla fisicita dei due mediani Mbia e Diarra, capaci di montare una guardia ferrea su Sneijder.

Ma molto del proprio c’ha messo un’Inter impaurita di scoprirsi e per questo terribilmente lunga con gli attaccanti isolati che non rientravano mai ed i centrocampisti schiacciati davanti alla difesa. Del tutto inapprezzabile poi l’apporto di Sneijder e paradossalmente proprio dopo la sua sostituzione si è vista l’Inter migliore: poca qualità, però, ma tanta grinta con Obi e Pazzini per uno spento Forlan. Da qui la grande illusione e la successiva doccia gelata. Su San Siro cala il gelo: ma il problema è che nessuno è rimasto davvero sorpreso. Pur avendo assistito inconsciamente al tramonto di un’era.

Inter- Olympique Marsiglia 2-1

Marcatori: 75’ Milito; 92’ Brandao; 96’ rig. Pazzini

Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Poli (73’ Cambiasso); Sneijder (58’ Obi); Milito, Pazzini (58’ Pazzini). (Castellazzi, Ranocchia, Faraoni, Zarate). All.: C. Ranieri.

Olympique Marsiglia: Mandanda; Azpilicueta, Diawara, Nkolou, Morel; A. Diarra, Mbia; Amalfitano, Valbuena (76’ Cheyrou), A. Ayew (89’ Bracigliano); Remy (87’ Brandao). (Traoré, Fanni, Kaboré, J.

Ayew). All.: D. Deschamps.

Arbitro: Proença (Portogallo)

Ammoniti: Zanetti, Samuel, Stankovic, Diawara e Mandanda.

Espulso: Mandanda al 94’ per comportamento non regolamentare.

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