Champions League: qualificati Chelsea, Marsiglia e Zenit - Notizie.it
Champions League: qualificati Chelsea, Marsiglia e Zenit
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Champions League: qualificati Chelsea, Marsiglia e Zenit

Girone E: il Chelsea si sveglia dall’incubo, e si riscopre in una favola. Dopo aver tremato per due settimane i blues travolgono il Valencia grazie al ritrovato Drogba ed approfittano dell’inatteso pareggio del Leverkusen a Genk per issarsi al primo posto del girone E: un bel vantaggio che permetterà di evitare le spagnole ed il Bayern Monaco agli ottavi. Contro gli andalusi, che devono accontentarsi dell’Europa League, non è stato comunque tutto facile: Drogba sblocca dopo 3’ su assist del grande ex Mata ma il quarto d’ora successivo è tutto del Valencia che prende un palo con Alba ed impegna Cech in un paio di circostanze. Ma dopo il raddoppio di Ramires al 22’ (pasticcio dell’ex napoletano Ruiz) la paura passa gradualmente. Il Valencia attacca sterilmente nella ripresa e viene infilato in contropiede da Drogba. Villas Boas respira, e sogna: l’ultima grande a sudarsi la qualificazione all’ultima giornata fu l’Inter, due anni fa.

E finì come finì…

Girone F: il girone col thrilling. Alla fine esulta il Marsiglia ma che delusione per l’Olympiakos e soprattutto quante polemiche scatenerà la rimonta subita dal Borussia nei minuti finali contro la squadra di Deschamps. Dopo mezz’ora tutto sembra deciso: un Arsenal con la testa altrove va sotto di due reti ad Atene (complice anche un disastroso Vito Mannone), stesso risultato del Marsiglia ko a Dortmund. Ma i francesi accorciano nel recupero del primo tempo ed i gialloneri, cui sarebbe servita una goleada e la sconfitta dell’Olympiacos, cedono alla distanza. Finale da leggenda: ad Atene i greci fanno 3-1 ma la doccia è gelata. Prima Andrè Ayew di testa e poi un gran destro di Valbuena ricacciano in gola l’urlo del tecnico biancorosso Valverde.

Girone G: una sana partita all’italiana, e la paura se ne va: lo Zenit di Spalletti improvvisa un catenaccio vecchia maniera al Dragao ma esce indenne e si qualifica per gli ottavi di finale.

Il Porto di Vitor Pereira attacca per 90’ davanti ad una squadra attenta e pronta a ripartire in contropiede ma punge poco e deve accontentarsi del ritorno in quell’Europa League di cui è detentore. La vittoria di una delle due squadre avrebbe garantito il primo posto perché a Nicosia l’Apoel non è segnalato: i ciprioti cedono nettamente al già eliminato Shakhtar ma salvano la prima posizione. Ed il sogno continua.

Girone H: il Barcellona ha futuro. Non è una battuta ma l’inevitabile constatazione dopo che anche la squadra B di Guardiola regala spettacolo e giocate d’alta scuola. Guidati dal “veterano” Pedro i blaugrana travolgono il Bate Borisov grazie anche a Sergi Roberto ed al talentino Montoya. A Praga invece il Milan fa poco, ma sfiora la vittoria: primo tempo incolore, poi due lampi di Pato e Robinho ma nel finale l’orgogliosa reazione dei cechi rimanda ancora la vittoria in trasferta in Europa che manca dal 23 novembre 2010 (2-0 ad Auxerre).

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