Champions: Real Madrid dilaga, Chelsea passa di misura

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Champions: Real Madrid dilaga, Chelsea passa di misura

Apoel Nicosia-Real Madrid 0-3 (74’, 90’ Benzema; 82’ Kakà). La favola dell’Apoel ha sfiorato la fantascienza. E’ durato un’ora ed un quarto il sogno dei ciprioti, già comunque nella storia della manifestazione, di strappare un memorabile 0-0 contro il Real Madrid ma poi il risveglio è stato brusco: 3-0 il finale e blancos come da pronostico di fatto già in semifinale. Quanta fatica però per aver ragione di una squadra tutta votata alla difesa: con nove giocatori dietro alla linea della palla l’Apoel di Jovanovic ha provato a giocarsi l’unica carta a disposizione per limitare i danni ma l’enorme divario tecnico ha fatto la differenza anche se solo nell’ultimo quarto d’ora. Una non-partita, insomma, che dovrebbe far riflettere Platini sugli effetti della riforma da lui tanto cercata. In precedenta il Madrid aveva sbattuto un po’ ingenuamente contro il muro all’insegna di un possesso palla schiacciante ma troppo lento: appena un paio le occasioni nel primo tempo, con Ozil e soprattutto Benzema che ha calciato alle stelle a porta vuota, ma un po’ del proprio c’ha messo pure Mourinho che ha tenuto in panchina per oltre un’ora Marcelo e Kakà provando un’improbabile coesistenza tra Higuain e Benzema.

Appena il franco algerino è stato spostato nel cuore dell’attacco, l’Apoel è saltato come un tappo a San Silvestro: apre le marcature proprio Benzema al 32’ proprio su assist di Kakà, poi è festa-Real. Kakà raddoppia al 36’ su cross di Marcelo e Benzema triplica allo scadere dopo una bella azione in velocità. Tutto come previsto.

Benfica-Chelsea 0-1 (74’ Kalou). Un Chelsea calcolatore esce dal Da Luz di Lisbona con mezza qualificazione alle semifinali in tasca: 1-0 il finale per la squadra di Di Matteo, alla seconda vittoria in altrettante partite di Coppa. Decide un gol in contropiede firmato da Kalou al 29’ della ripresa su assist di Torres ma il risultato penalizza forse oltremisura il Benfica che ha a lungo tenuto le redini della partita attaccando con continuità ma sbattendo contro la solida organizzazione difensiva che Di Matteo ha dato alla sua squadra, il più evidente passo in avanti rispetto alla gestione Villas Boas.

E comunque quella dei blues non è stata certo una partita solamente difensiva visto il colpo di testa alto dello stesso Kalou ad inizio ripresa ed il clamoroso palo di Mata a porta vuota a metà tempo ma è indubbio che il Benfica abbia dato tutto per segnare almeno una rete. Pressione quasi costante quella delle Aquile ma alla fine è emersa l’annosa sterilità offensiva delle squadre portoghesi visto che gli unici pericoli per Cech sono arrivati da palla ferma con Cardozo pericoloso due volte ma stoppato prima da un salvataggio sulla linea di David Luiz e poi dallo stesso portiere. Sulla partita pesa però una controversa decisione di Tagliavento (per il resto autore di un impeccabile arbitraggio) che a metà secondo tempo nega un rigore al Benfica per fallo di mano di Terry: il braccio è largo ma la distanza era molto ravvicinata. E comunque le proteste sono state blande. Meditate, gente.

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