Che cosa significa spread? COMMENTA  

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Negli ultimi anni è diventato l’incubo dei governi, esperti di economia e persone comuni cercano sempre più di capirci qualcosa, soprattutto da quando è cominciata la crisi economica. Lo spread oggi è uno degli indicatori più utilizzati per cercare di tenere sotto controllo la salute dei nostri conti pubblici. Per fare un esempio concreto, come la febbre per un malato, l’andamento dello spread è sintomo dello stato di salute del nostro Paese.


Ma è bene partire dal significato letterale del termine. Spread deriva dal verbo inglese “to spread”, che letteralmente significa spargere, allargare o diffondere. Viene utilizzato per indicare ampiezza, estensione, ma anche scarto, divario, forbice. In ambito economico-finanziario si intende la differenza (o differenziale) tra le quotazioni di un titolo o fra i tassi di interesse.


In senso puramente tecnico, si tratta del differenziale esistente, secondo le stime del mercato, tra il rendimento di un titolo e il suo corrispondente di uno Stato considerato solido e privo di rischio. Nel nostro sistema finanziario, in particolare, il confronto si fa tra i Buoni del tesoro poliennali (Btp) italiani e i Bund tedeschi, entrambi con durata decennale. Btp e Bund sono obbligazioni governative, cioè titoli grazie ai quali gli Stati incassano dei soldi, chiedendoli in prestito agli investitori (cittadini), per poi restituirli dopo un certo numero di anni con gli interessi (rendimento).

A determinare il prezzo sul mercato è soprattutto l’incrocio tra domanda e offerta. La fiducia gioca un ruolo chiave e la Germania è considerata sicura per gli investimenti. Il paragone tra i due titoli si esprime in punti base, cioè lo 0,01% di una quantità. Per intenderci, 100 punti base equivalgono all’1%. Così, se il rendimento dei Bund tedeschi è pari al 2% e i Btp rendono il 6%, lo spread (il differenziale tra i due titoli) ammonta al 4%, cioè 400 punti base.


L’andamento dello spread è un indice dello stato di salute del Paese. Se cala, significa che il “rischio Italia” fa meno paura. Se invece si alza, vuol dire che i mercati si fidano di meno e pretendono interessi maggiori per i nostri titoli. Quanto più si alza il rendimento, tanto più l’Italia deve spendere, cercando risorse in manovre come l’aumento delle tasse o la riduzione della spesa pubblica.

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