Che cos’è il Fondo di solidarietà statale? COMMENTA  

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In tempi di crisi economica, sono tante le persone costrette a richiedere la sospensione per un certo periodo delle rate del mutuo stipulato per l’acquisto della prima casa, a causa di situazioni di “temporanea difficoltà”. Grazie al Fondo di solidarietà statale, che è stato rifinanziato con 20 milioni di euro e dal 27 Aprile scorso è tornato operativo, le famiglie che non riescono a far fronte al pagamento delle rate possono sospenderle per diciotto mesi. Il Fondo di solidarietà andrà a coprire i costi relativi agli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo della sospensione, e ripaga alla banca il tasso di interesse applicato al mutuo con esclusione della componente dello spread.


I requisiti fondamentali per accedere al Fondo sono: aver stipulato un mutuo a tasso fisso, variabile o misto da almeno un anno; l’importo del mutuo non deve essere superiore ai 250 mila euro per l’acquisto dell’abitazione principale a patto, però, che non sia di lusso; il reddito complessivo della famiglia (Isee) non deve superare i 30 mila euro annui.


Per poter chiedere (ed ottenere) la sospensione del pagamento delle rate, l’intestatario del contratto di mutuo deve dimostrare di aver subito, nei tre anni che precedono la richiesta di accesso al beneficio, la perdita del lavoro (non però per propria volontà, per aver raggiunto l’età pensionabile o per essere stato licenziato per giusta causa), oppure si è verificato il decesso, la perdita di autosufficienza o l’invalidità superiore all’80% dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto stesso.

Il modello per richiedere la sospensione delle rate del mutuo è disponibile sul sito ufficiale del Ministero del Tesoro (www.dt.tesoro.it), e su quello della Consap, la società incaricata della gestione del Fondo (www.consap.it).

Alla domanda, che va presentata presso la Banca, deve essere allegato un documento di identità, l’attestazione di Indicatore di situazione economica equivalente (Isee), rilasciato da un Ente abilitato (per esempio, un Caf), e la documentazione che attesti lo stato di disoccupazione o un handicap grave.

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L’istituto di credito, entro dieci giorni, inoltrerà la richiesta alla Consap, che a sua volta dovrà dare risposta nei 15 giorni successivi. Dopo aver ricevuto l’esito, la banca ne dà subito comunicazione al cliente.

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