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Che cos’è la disposofobia?

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Che cos’è la disposofobia?

Conservare oggetti inutili può trasformarsi in un problema, e peggiorare la qualità della vita. La tendenza incontrollabile a mettere da parte masse di oggetti che non servono, al punto da arrivare a soffrire ogni volta che bisogna liberare qualche centimetro di scaffale per gettare una cartolina vecchia di 15 anni, è un disturbo vero e proprio, che viene chiamato “disposofobia” o “hoarding”. Chi ne è colpito non lo vive quasi mai come un problema e, spesso, è incapace anche di restituire ciò che prende in prestito.

Generalmente la sindrome si manifesta con la difficoltà di liberarsi di ricordi cari, acutizzata da timori di tipo economico (in tempo di crisi non si butta mai nulla!), trasformandosi a poco a poco in una autentica fobia di separazione dagli oggetti. Alcune ricerche nel campo delle neuroscienze mostrano che queste persone mancano di capacità decisionale, per cui non sanno distinguere ciò che è utile e/o importante, da ciò che invece dovrebbe essere buttato via.

Altri studiosi hanno scoperto che gli “accumulatori compulsivi” provano spesso un coinvolgimento emotivo eccessivo nei confronti delle loro cose.

C’è poi chi rifiuta di buttare oggetti rotti in vista di un’ipotetica utilità futura o arriva addirittura a conservare il cibo scaduto. Il disturbo in genere si manifesta attraverso tre stadi precisi:

1) Clutter: è la formazione di zone di accumulo in casa. E’ il primo grado, ancora assai lieve, di un possibile disturbo;

2) Clot: Consiste in un insieme di oggetti accumulati da mesi (vecchie riviste, posta mai aperta, vestiti che si vorrebbero donare in beneficenza), e indica il secondo step del disturbo;

3) Clog: diverse pile di materiale accatastato rendono lo spostamento per casa un percorso ad ostacoli, o ingombrano un’intera stanza. E’ il serio terzo step;

4) Disposofobia: vera e propria malattia (quest’anno verrà inserita nel Dsm o Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, considerato la “bibbia” degli psichiatri). Consiste nel bisogno ossessivo di accumulare (senza utilizzare né gettare) un grande numero di oggetti, senza riuscire a disfarsene anche quando diventano pericolosi.

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