Che cos’è l’Ape (Attestato di prestazione energetica)?

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Che cos’è l’Ape (Attestato di prestazione energetica)?

Ci sono novità sul fronte delle certificazioni energetiche delle case. Il decreto 63 del 4 Giugno scorso, lo stesso che contiene le proroghe degli eco bonus (detrazione del 65% per gli interventi di efficienza energetica e del 50% per le ristrutturazioni e per mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, destinate a case oggetto di ristrutturazione) ha modificato la normativa in materia, sopprimendo la (quasi) neonata Ace (attestato di certificazione energetica), introdotta solo un anno e mezzo fa, e sostituendola con l’Ape, Attestato di prestazione energetica. Obiettivo: adeguare la normativa italiana in tema di energia alle direttive imposte dall’Unione europea, rendendola più rigorosa, soprattutto per i proprietari di immobili. Così rigorosa, da rischiare di deprimere ulteriormente un mercato immobiliare reso già asfittico dalla crisi.

L’attestato di prestazione energetica è un documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un’abitazione o di un appartamento. Si tratta di uno strumento di controllo che classifica in una scala da A a G le prestazioni energetiche degli immobili e che permette ai cittadini di valutare e confrontare diversi edifici sulla base di tali informazioni.

L’Ape comprenderà tutti i dati relativi all’efficienza energetica dell’immobile, come la sua prestazione energetica globale, la classe energetica di riferimento, la capacità di contenere i consumi di energia per il riscaldamento e il condizionamento, le emissioni di anidride carbonica, l’energia esportata.

Il documento dovrà contenere anche le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio. L’attestato è valido dieci anni dal momento del rilascio, a meno che nel frattempo non vengano effettuati lavori di ristrutturazione: in tal caso, infatti, dovrà essere rifatto.

Secondo la norma, dovranno essere dotate di Ape tutte le nuove costruzioni e anche quelle sottoposte a ristrutturazione che interessino oltre il 25% delle superfici esterne, comprendendo sia gli interventi ordinari che quelli straordinari. L’Ape sarà obbligatorio in tutti i casi di vendita o nuova locazione. D’ora in poi, per vendere o affittare un immobile il proprietario dovrà esibire un certificato di efficienza energetica della struttura.

Le uniche eccezioni all’obbligatorietà dell’Ape riguardano edifici e monumenti protetti, luoghi esclusivi di culto e attività religiose, costruzioni temporanee per destinazione d’uso uguale o inferiore a due anni, edifici o parti di edifici isolati con meno di 50 metri quadrati ed edifici usati meno di quattro mesi all’anno.

La Camera ha anche approvato un emendamento (proposto dal Movimento Cinque Stelle) che prevede la “nullità dei contratti di locazione e dei contratti di compravendita ai quali non sia allegato il nuovo attestato di prestazione energetica. Una penalità che rischia di complicare molto la già difficile situazione del nostro mercato immobiliare.

Le sanzioni previste dalla normativa per gli inadempienti sono pesantissime, tanto che hanno suscitato parecchie polemiche e proteste, soprattutto da parte dei costruttori. In effetti, si tratta di una vera e propria mazzata, non soltanto in termini economici. Le Regioni avranno l’ultima parola circa l’ammontare della sanzione, potendone modificare l’entità, all’interno della “forbice” stabilita dal Governo.

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