Che cos’è segreto Italicus COMMENTA  

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Italicus

Siamo nel 1974, durante i c.d. “anni di piombo”, il periodo in cui si inasprisce la lotta politica in Italia e che è caratterizzato da scontri tra movimenti di destra e di sinistra. E’ il momento in cui, nel nostro Paese, emergono realtà restate nell’ombra per lungo tempo, quali ad esempio cospirazioni segrete e logge massoniche. Per un decennio circa in Italia si susseguono stragi e attentati che, ancora oggi, non hanno un nome né un colpevole. Nella notte del 4 Agosto 1974, all’1.23 circa, il treno “Italicus” delle ferrovie tedesche che va da Roma a Monaco, percorre l’Appennino.


Ad un certo punto, dopo che il convoglio è uscito fuori dalla “Grande Galleria”, nella carrozza 5 esplode una bomba. Il treno riesce ad arrivare comunque alla stazione di San Benedetto Val di Sambro, un paese della provincia di Bologna. A causa dell’esplosione, che fa divampare il fuoco nella carrozza, muoiono 12 persone, mentre i feriti sono 48. Dieci anni dopo un attentato con modalità analoghe avviene sul Rapido 904 Napoli-Milano, in cui perdono la vita 17 persone, mentre i feriti sono 267. La pista seguita quasi subito dagli inquirenti è quella del c.d. “terrorismo nero”.


Qualche giorno dopo l’esplosione, infatti, viene ritrovato un volantino in cui si rivendica l’attentato da parte del movimento neofascista Ordine Nero. L’autore del volantino, il militante di destra Italo Bono, viene subito rintracciato. Ma sia lui che gli altri suoi amici hanno un alibi. Si continua a cercare in questo ambiente di destra. Una sera del Dicembre 1975 evadono dal carcere di Arezzo tre detenuti: Felice D’Alessandro, Aurelio Fianchini e Luciano Franci. Quest’ultimo, in carcere, aveva confidato agli altri due di essere coinvolto nell’attentato al treno Italicus. Qualcosa tra i tre non va per il verso giusto, così Fianchini e D’Alessandro confessano alla Questura di Roma che “l’attentato all’Italicus fu opera del Fronte Nazionale Rivoluzionario” e che Franci aveva svolto il ruolo di palo nell’operazione.


La versione fornita da Fianchini venne suffragata da numerosi riscontri. Ma, accanto alla suddetta pista, emerge una storia parallela con depistaggi e interventi dei servizi segreti per “insabbiare” la vicenda. Cinque giorni dopo l’attentato, una donna titolare di una ricevitoria si reca in Questura a Roma per raccontare di aver ascoltato una ragazza che, nella ricevitoria, parlava al telefono di un attentato da preparare su un treno.

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Gli inquirenti risalgono alla donna, e verificano che si tratta di Claudia Ajello. La Ajello è impiegata al Sid (servizio segreto italiano) e a quanto pare è una agente vera e propria, tra l’altro militante nel Partito Comunista Italiano. Qualche tempo dopo, attraverso processi e confessioni, emerge una pista ulteriore: quella della Loggia massonica P2.

Come emerge da una Commissione parlamentare d’inchiesta creata ad hoc per indagare sugli atti di terrorismo del periodo, si può ipotizzare che la P2 svolgesse, nel nostro Paese, un’attività di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti di gruppi di destra e che quindi ci sia questa anche dietro la strage dell’Italicus. Secondo alcuni gruppi appartenenti all’estrema destra, la strage dell’Italicus è una delle “stragi di Stato” messa in atto per esasperare il conflitto politico e radicalizzare lo scontro tra forze politiche in lotta, alimentando così la c.d. “strategia della tensione”. In tale versione, l’attentato all’Italicus e quello di Piazza della Loggia sarebbero stati organizzati da Berlinguer e Andreotti, dietro la guida dell’avv. Agnelli. L’obiettivo era quello di creare una facile alleanza tra comunisti e democristiani, quello che venne chiamato il “compromesso storico”.

Il processo sulla strage dell’Italicus non ha un colpevole. Il 20 Luglio 1983 si conclude il processo di primo grado con l’assoluzione di tutti gli imputati per insufficienza di prove. Il 18 dicembre 1986 in Corte d’assise d’appello vengono annullate due delle assoluzioni concesse in primo grado. Luciano Franci e Mario Tuti vengono ritenuti esecutori della strage e condannati all’ergastolo. Il 24 Marzo del 1992 i due vengono nuovamente assolti, questa volta in maniera definitiva. Il Governo Renzi, lo scorso 22 Aprile, ha eliminato il segreto di Stato su tutte le stragi avvenute nel decennio 1970-80, compresa quella avvenuta sull’Italicus.

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