Che cos’è tassa per equo compenso COMMENTA  

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equocompenso

La nuova tassa diretta alle tasche del contribuente è in arrivo. Oggetto della nuova e prossima tassazione saranno gli smartphone, i tablet, le chiavette USB e in generale tutti i dispositivi elettronici che, al loro interno, sono in grado di contenere fonogrammi e videogrammi. In altre parole, si paga se il proprio apparecchio contiene “contenuti” soggetti alla legge sul diritto d’autore.


Questa nuova tassa è chiamata “equo compenso”. E’ stata introdotta tramite un apposito decreto (che serve per adeguare le tariffe per la loro riproduzione privata) che è stato firmato dal ministro Dario Franceschi.

Il decreto muove dalla considerazione generale che qualsiasi supporto elettronico in grado di contenere musica e filmati, potenzialmente, può essere usato per alcuni fini che potrebbero violare la legge sul diritto d’autore. Tradotto: scaricando e salvando filmati o brani musicali sul proprio dispositivo si infrange la legge perché non è stato pagato il corrispettivo previsto dalle norme statali.


Ecco perché la SIAE ha chiesto e ottenuto un corrispettivo economico per i file che potrebbero essere contenuti in questi device.

Il ricavato della tassa è da distribuirsi agli autori.

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Da questa azione, il nome del decreto in “equo compenso”.

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