Che tempo che fa: domenica 6 maggio 2012

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Che tempo che fa: domenica 6 maggio 2012

Come già accennato in un mio precedente articolo, mi piace anticipare gli ospiti del salotto di Fabio Fazio nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa” in onda il sabato e la domenica sera su RaiTre. Gli ospiti che interveranno domenica 6 maggio sono : Serena Dandini e Maria Falcone. Per quanto riguarda la prima, presenta il suo ultimo libro ” Grazie per quella volta. Confessioni di una donna spiritosa” già presentato in un articolo pubblicato qualche giorno fa, che proprio oggi sulle pagine del Corriere della Sera evidenzia il successo (si parla di più di 70.000 copie nel giro di poco tempo). La Dandini sarà tra gli ospiti del Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 12 maggio ore 15,00.

Maria Falcone, meglio conosciuta come una delle sorelle maggiori del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia a sull’autostrada a Capaci nel maggio 1992. Da sempre Maria Falcone ha un ruolo fondamentale nella vita dei giovani : prima come insegnante, poi autrice di numerosi progetti tutti aventi lo scopo di promuovere la legalità.

Dal 2004 inoltre, ha ideato e gestito progetti pedagogici nel carcere di Monza, ed ora introdotti a Rebibbia (Roma). Domenica 6 maggio presenta il suo libro “Giovanni Falcone un eroe solo”edito da Rizzoli.

23 maggio 1992: la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta, scosse l’Italia come un terremoto immane, segnando le coscienze e dimostrando l’urgenza di una reazione intransigente e senza tentennamenti contro la mafia, da parte delle istituzioni e della società civile. Da vent’anni Maria Falcone si dedica a mantener viva la memoria di suo fratello con un’attività intensa che serva a tutti, ma specialmente ai giovani, come educazione alla legalità. È un’opera meritoria perché fu proprio grazie al lavoro di Giovanni che lo Stato trovò finalmente il modo per combattere con efficacia il fenomeno mafioso. Senza il suo intuito investigativo, la sua visione ampia e la sua determinazione assoluta, Cosa Nostra avrebbe potuto continuare per anni a dominare incontrastata.

Eppure – come traspare nelle pagine drammatiche e struggenti di questo libro in cui Maria, affiancata dalla giovane giornalista esperta di mafia Francesca Barra, rievoca la vita di suo fratello – Giovanni Falcone si trovò molto spesso solo nel suo cammino. Solo quando insinuarono che si prendeva troppa confidenza con Buscetta. Solo quando i diari di Chinnici, ucciso da poco tempo, furono utilizzati per gettare ombre sul suo operato. Solo quando fu costretto a «mettere i piedi sul sangue del mio amico più caro», Ninni Cassarà. Solo quando si scatenò il dibattito contro i «professionisti dell’antimafia». Solo quando, al pensionamento di Antonino Caponnetto, fu di fatto decretata la fine del pool antimafia in cui avevano lavorato lui e Borsellino. Solo quando era stimato negli Stati Uniti, molto meno in Italia. Solo quando qualcuno disse che l’attentato all’Addaura se l’era organizzato lui stesso. Solo quando l’amico Leoluca Orlando gli volse le spalle. Solo quando non faceva mai trapelare la paura, nemmeno ai familiari.

E poi fu sempre solo perché rinunciò a una vita normale, tanto da doversi spesso tenere a distanza dall’adorata moglie Francesca, da cui pensò addiE che infatti morì con lui, in una delle rare occasioni in cui si erano concessi di stare soli in macchina. Dopo tutto questo, Giovanni Falcone è oggi indubitabilmente un grande eroe italiano, riconosciuto come tale nel mondo. Il suo metodo rivoluzionario ha cambiato la nostra storia, il suo esempio le nostre coscienze.

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Maria Falcone

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