Chi controlla i controllori?

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Chi controlla i controllori?

Letta-AlfanoSembrava che l’uomo più cattivo d’Italia fosse stato sedato, rabbonito e umiliato, accusandolo di ogni nefandezza: dalla corruzione parlamentare ai bunga-bunga con bellissime ragazze diplomate in ‘speranzologia’, tacchi a spillo e ripensamenti alla bisogna. Eravamo tutti convinti che l’Italia oramai non avesse altri criminali: Silvio era stato messo alla gogna. O forse è meglio dire che ci eravamo scordati di alcuni di loro mentre un pull di magistrati, fregandosi le mani, pensava a come decapitare il Cavaliere con un verdetto cristallino, giustizialista e incontestabile da porre sul piedistallo traballante della legalità. Nel frattempo altri giudici con le braccia conserte assistevano al decadimento dell’armata berlusconiana, convinti che le ingiustizie e le «negligenze legali» fossero vecchi ricordi appartenuti a magistrati svampiti o intimoriti dal loro stesso potere. Quella negligenza, però, si è materializzata subito dopo con lo stesso accanimento con cui si frusta un mulo ormai bolso, pensando bene di elargire un permesso premio a Bartolomeo Gagliano — detenuto nel carcere di Marassi (Genova) —, di professione omicida seriale. L’uomo dopo un permesso ha fatto perdere le sue tracce.

Pare che la giustizia nel nostro Paese si accanisca con maggiore severità su Pduisti in pensione ipertesi per la vecchiaia, pericolosissimi imprenditori (piccoli o medi) falliti per le troppe tasse e lo scarso lavoro, e su qualche pedofilo, non tutti sia ben inteso, ma solo quei casi di pederastia dove è facile puntare il dito senza un potere tutelante alle spalle come per alcune illustrissime Eminenze alle dipendenze dell’Altissimo. Ora quella dannata domanda, lecita quanto mai assurda, su come sia accaduto che un pericoloso assassino sia uscito di prigione grazie a un magistrato, sarà il dibattito in molti bar, durante le pause pranzo o in coda in qualche sportello postale, facendoci indignare per la modalità con cui un assassino, considerato disturbato psichico, abbia potuto godere di un permesso premio dopo aver scannato delle persone. Già: come è accaduto?

“E’ stato rilasciato su basi legittime — dice il giudice del Tribunale di Sorveglianza Daniela Verrina —, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico”. Ecco come: dopo un esame in cui si evinceva la volontà di collaborare del signor Bartolomeo Gagliano, omicida seriale, a tal punto da non fargli più fare ritorno nella sua cella e scappando su di una Panda verde dopo aver preso in ostaggio, minacciandolo con una pistola, un panettiere di Savona. Se non fosse per la drammatica valutazione psichica e la pericolosità dell’uomo, la vicenda sembrerebbe una sceneggiatura di Neri Parenti o roba simile.images

Conoscendo la pavidità italica in alcuni ambienti, se il pericoloso uomo dovesse commettere altri omicidi — ritenuti collaborativi, lucidi e tranquilli —, nessuno si prenderà la piena responsabilità, accusando il suo vicino di posto, il collega che quel giorno non c’era o appellandosi a faldoni medici impolverati dalla burocrazia. Ma con quale criterio alcune persone vengono rinchiuse e altre, benché pericolose, rilasciate per buona condotta o premio? Nel O.P.G. (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), un ragazzo 18 anni fa è stato rinchiuso dopo che in un bar mise la mano in tasca, simulando una rapina, rubando 7.ooo lire. Dal 1998 il ‘temibile ladro’, risultato «pazzo», è rinchiuso nel carcere siciliano con restrizioni severissime (vedi art “O.P.G l’inferno dei dimenticati” 7/4/2013 ndr).

Il problema è stabilire chi giudica chi, ovvero: chi controlla i controllori? C’è da sperare che Bartolomeo Gagliano (il caso più studiato negli ultimi anni) non uccida più, conoscendo la sua pericolosità e il suo sadismo, stando a quanto affermano alcuni psichiatri e vicini di casa i quali conoscono bene l’uomo che negli anni ottanta assassinò due prostitute e un transessuale. Leggerezza di valutazione, convinzione di essere sempre dalla parte del giusto o incompetenza oggettiva? L’epoca del “Bono, porta rispetto per il ministro”, detto dal palcoscenico del Maurizio Costanzo Show dallo stesso presentatore a qualche coriaceo dissacratore negli anni ’90, è terminata. Oggi le uniche persone da comprendere sono i carnefici, non più le vittime!

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