Chi è Mubarak COMMENTA  

Chi è Mubarak COMMENTA  

La sua carriera iniziò alla fine degli anni ’40 nell’Aeronautica militare egiziana. Mubarak si addestrò nelle più prestigiose accademie egiziane e sovietiche, prima di diventare Comandante dell’intera Aviazione nel 1972, incarico che si portò dietro quello di viceministro della Difesa in un Paese in cui non è mai esistita la distinzione fra forze armate e potere civile.

Nel 1975, divenne il vice del primo Faraone egiziano dell’era moderna, il Presidente Anwar al-Sadat: dittatore come Mubarak, ma statista di levatura ben superiore.

Nel 1981, il Presidente Sadat fu assassinato da una fazione estremista delle forze armate per aver firmato l’unico trattato di pace di un Paese arabo con Israele. Il Governo volle dare un forte segnale di continuità, così Mubarak divenne automaticamente Presidente.

Nel 1989, Mubarak riuscì a far revocare la sospensione dell’Egitto dalla Lega araba, disposta per gli stessi motivi per cui era caduto Nasser. La sede della Lega tornò così nel luogo originario, al Cairo.

L'articolo prosegue subito dopo

Nel 1991, Mubarak vendette a carissimo prezzo all’Occidente la partecipazione delle truppe egiziane nella guerra del Golfo, intascando, secondo le stime dell’Economist, quattordici miliardi di dollari. Non riuscì a ripetere questa magia politico-finanziaria in occasione della guerra in Iraq del 2003.
Nel 2004, Mubarak aderì alle politiche neoliberiste in voga in tutto l’Occidente, con risultati economicamente disastrosi. Nel frattempo, il Presidente cominciò a preparare la successione del figlio Gamal, vice-segretario generale e Presidente del Comitato politico del partito unico del padre.
Nel 2011, la Rivoluzione egiziana costrinse Mubarak prima a promettere che non si sarebbe ricandidato, poi a delegare i suoi poteri al Vice-Presidente, infine a dimettersi. Dopo decenni di potere assoluto, la caduta provocò un crollo della salute psicofisica del Faraone.
L’Autorità giudiziaria egiziana applicò a Mubarak prima il divieto di espatrio, poi gli arresti domiciliari, infine la custodia cautelare in carcere. Seguì poco dopo il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato, nelle persone dei manifestanti uccisi delle forze dell’ordine durante la Rivoluzione, e per concussione.
Oggi la lettura della sentenza. Mubarak è stato assolto dai capi d’imputazione di concussione, ma riconosciuto responsabile di omicidio, e condannato all’ergastolo.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*