Chi era Piermario Morosini: una vita piena di lutti, una carriera ancora da sbocciare COMMENTA  

Chi era Piermario Morosini: una vita piena di lutti, una carriera ancora da sbocciare COMMENTA  

18 marzo 2008. Al 48’ del primo tempo Piermario Morosini porta in vantaggio il Vicenza sul campo del Modena nella 31^ giornata del campionato di Serie B: rimarrà l’unico gol della carriera di Piermario nonché uno dei pochissimi momenti felici di una vita crudelmente breve. Una vita che molti impareranno a breve ma che in pochi al momento conoscono. Neppure, come inevitabile che fosse, Leonardo Paloscia, il primario di cardiologia dell’ospedale di Pescara chiamato ad esprimersi pochi minuti dopo il decesso di Morosini: “Le cause precise della morte – ha detto Paloscia – saranno ricavabili solo attraverso l’esame autoptico, che sarà svolto nelle prossime ore d’accordo con la famiglia”. Una gaffe involontaria: perché la famiglia di Piermario non esiste. Quella dello sfortunato ragazzo, nato a Bergamo il 5 luglio 1986, è stata una vita costellata al contrario da una serie infinita e quasi incredibile di lutti. Tra il 2001 ed il 2003 erano venuti a mancare i gentori, prima la madre Camilla, nel 2001, e poi papà Carlo mentre pochi mesi dopo Morosini perse anche un fratello maggiore. E nel 2002 un fratello minore si suicidò a sedici anni.


A piangerlo quindi sarà solo la sua fidanzata Anna, “la mia Annina” come teneramente la chiamava Piermario nel suo account twitter, oltre ad una sorella, portatrice di handicap. Fa davvero accapponare la pelle pensare a come il destino possa essere beffardo ed accanirsi contro una persona o una famiglia in generale ma per chi crede il messaggio è di speranza: ora Piermario potrà riabbracciare i suoi amati genitori, la cui mancanza, come aveva dichiarato in un’intervista, lo ha profondamente segnato dandogli però anche la “forza, anzi la rabbia per andare avanti e per realizzare quello che era anche un sogno dei miei genitori che mi avevano sempre sostenuto nella mia carriera e sarebbero stati felici nel vedermi affermato come calciatore”.


Ed un buon calciatore Piermario Morosini lo era diventato, pur forse senza mai riuscire a spiccare il volo verso i grandi palcoscenici come molti addetti ai lavori avevano pronosticato per questo centrocampista centrale, ideale per una mediana a due grazie alle sue capacità d’ordine e ad una buona tecnica, ma valido anche in interdizione, prodotto del fertile vivaio dell’Atalanta. A comprovarne la qualità e le potenzialità sta la trafila in tutte le nazionali giovanili, dall’Under 17 fino all’Under 21 con cui ha disputato l’Europeo del 2009 in Svezia. A chi ne ha seguito le gesta sul campo più o meno direttamente può sembrare quasi sorprendente che Piermario avesse “solo” venticinque anni perché il suo nome si legge da tanto tempo sui tabellini di A e B. Precisamente dal 23 ottobre 2005 quando a meno di vent’anni esordì in Serie A in Udinese-Inter, beffardamente la partita che si sarebbe dovuta disputare in serata: sarebbe stata la prima delle sue sole cinque presenze nel grande calcio. La società friulana era stata la prima a credere davvero in lui dopo i primi passi nell’Atalanta con annesso lo scudetto Allievi vinto nel 2003.


Acquistata la metà del cartellino di Morosini nel 2005, l’Udinese ne deteneva ancora l’intera proprietà nonostante nei sei anni successivi il giocatore avesse sempre militato in Serie B collezionando 138 presenze ma senza mai disputare un vero campionato da titolare. Una stagione a Bologna (2006), due a Vicenza (2007-2009), poi addirittura due trasferimenti in una sola stagione tra Reggina e Padova quindi, la scorsa stagione, eccolo a Vicenza. In mezzo tanti ritorni alla casa-madre di Udine prima della partenza fatale, quella per Livorno, avvenuta nello scorso gennaio: Morosini aveva saputo subito farsi apprezzare dall’allenatore Madonna collezionando otto presenze su undici partite disputate. Compresa quella dell’Adriatico: nel pomeriggio che ha posto fine ad una vita terrena costellata di dolore ma che gli ha spalancato le porte di un Mondo finalmente privo di sofferenze.

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14 Commenti su Chi era Piermario Morosini: una vita piena di lutti, una carriera ancora da sbocciare

  1. E poi qualcuno mi dica che c'è un disegno divino nella vita di questo ragazzo! Nessun riferimento alla sua bontà e al fatto che lassù qualcuno aveva bisogno di Lui per cortesia!!!

  2. Da non poterci credere! come può essere maligna la vita x alcuni, sfortunato come figlio, come fratello, come sportivo e poi, come dici tu Roberta, che nessuno provi a dire che lassù…….!

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