Chi era veramente Giorgio Ambrosoli?

Milano

Chi era veramente Giorgio Ambrosoli?

giorgio ambrosoli
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Lunedì e martedì 2 dicembre 2014, in onda sulla Rai la fiction dedicata a Giorgio Ambrosoli.

Giorgio Ambrosoli era un avvocato italiano quest’anno ricorre il trentacinquesimo anno della sua scomparsa.

L’ avvocato Ambrosoli fu ucciso l’11 luglio 1979 da un mafioso americano ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona.

Ambrosoli indagava proprio sul banchiere Sindona.

Giorgio Ambrosoli proveniva da una famiglia borghese milanese, aveva studiato Giurisprudenza a Milano e si era specializzato nel settore fallimentare , nel 1974 divenne commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, che era stata portata quasi al fallimento da Michele Sindona, e i cittadini richiedevano incessantemente i loro risparmi

Il compito di Ambrosoli era quello di esaminare la situazione economica della banca che era sull’ orlo del fallimento.

Durante le sue indagini si rese conto che c’erano gravi irregolarità nei conti della Banca e che alcuni libri contabili erano stati manomessi.

L’avvocato Ambrosoli scoprì che Sindona aveva stretto rapporti con pezzi della politica della finanza e della mafia siciliana.

Durante le sue indagini, inoltre, Ambrosoli cominciò a ricevere pressioni e tentativi di corruzione perché impostasse il suo rapporto in modo da evitare l’arresto e l’incriminazione di Sindona, ma Ambrosoli non si piegò alla criminalità, e non smise di fare le sue ricerche nonostante le ripetute minacce di morte.

Ambrosoli dunque confermò la necessità di liquidare la banca e l’attribuzione delle responsabilità a Michele Sindona.

Il 12 luglio 1979 Ambrosoli avrebbe dovuto sottoscrivere la dichiarazione formale che incriminava Sindona, ma venne ucciso la sera prima l’11 luglio del 1979.

Ambrosoli come venne assassinato?

Ambrosoli era a casa sua a Milano con degli amici, per vedere un incontro di boxe.

Squillò il telefono e rispose, ma dall’altra parte della cornetta nessuno rispose,dopo la fine dell’incontro di boxe Ambrosoli accompagnò in macchina i suoi amici nelle loro case. Rientrando mentre parcheggiava sotto casa sua e;un uomo si avvicinò e lo fece scendere dall’auto con una scusa;

una volta fatto scendere dall’ auto Ambrosoli lo sconosciuto gli sparò ben quattro colpi. Si trattava del mafioso italoamericano William Aricò, che poi si scoprì essere stato ingaggiato proprio da Michele Sindona il quale doveva essere condannato il giorno successivo alla sparatoria. Ambrosoli morì subito dopo sull’ambulanza.

Ambrosoli era consapevole dei rischi che correva a portare avanti questa indagine. Ma decise ugualmente di portare avanti la missione che per lui era “Un’ occasione unica di fare qualcosa per il paese”.

Lo scrisse anche in una lettera alla sua moglie Anna.

Michele Sindona fu processato nel 1986 e condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Giorgio Ambrosoli.

Morì due giorni dopo per avvelenamento da cianuro di potassio.

giorgio ambrosoli
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