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In Italia ci sono tre milioni di persone che hanno genitori adottivi e molti di questi non conoscono i genitori naturali. Sono i cd. figli di n.n. (nescio nomen cioè non conosco il nome) bambini dati in adozione senza essere riconosciuti dalla madre naturale. Ogni anno, nel nostro Paese, ci sono circa 400 neonati che vengono abbandonati a un presente senza passato. A questo delicato tema, Cynthia Russo ha dedicato il suo ultimo romanzo “Non è sempre vero” : è la storia di Sara, adulta, madre e vedova che va alla ricerca della figlia abbandonata quando era ancora minorenne senza averla riconosciuta. Un racconto avvincente, una trama semplice, un tema che tocca le coscienze: chi è stato dato in adozione dopo il riconoscimento della madre naturale, può risalire all’identità dei suoi genitori biologici ma solo dopo il compimento del 25 anno di età. Nel caso di non risconoscimento della madre naturale, il figlio n.n.

può accedere alle stesse informazioni solo dopo i 100 anni. Una agghiacciante discriminazione tra chi è riconosciuto e chi non lo è: questi ultimi, privati di una parte fondamentale della loro vita, rischiano di rimanere privi per tutta la vita ed in balia di domande angoscianti : perchè sono stato abbandonato? Quale segreto c’è dietro la mia nascita? Non dimentichiamo che non conoscendo nulla della famiglia naturale non si possono avere informazioni in merito a eventuali malattie ereditarie. In alcuni Paesi europei la legge è più clemente, nel senso che concede ai figli di n.n. di poter accedere alle notizie della famiglia naturale al compimento del 18°anno, avvalendosi dell’aiuto di un mediatore a tutela di entrambe le parti. La Russo ha postato su Facebook una pagina con il titolo del suo romanzo e riceve ogni giorno decine di messaggi di figli e di madri alla ricerca del pezzo perduto. Spesso dietro, l’abbandono ci sono una serie di variabili a noi sconosciute : ignoranza, povertà, nascita al di fuori di un matrimonio, cause che rendono l’abbandono un atto d’amore e non di trasuratezza.

Il Comitato per il diritto alle origini ha presentato al Presidente Napolitano una petizione chiedendo la modifica della legge in vigore tenendo conto sia della volontà di anonimato delle donne sia del diritto per un figlio non riconosciuto e adottato di conoscere la sua vera famiglia.

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