Chiaiano, apre la discarica della discordia. Più di mille agenti per proteggerla COMMENTA  

Chiaiano, apre la discarica della discordia. Più di mille agenti per proteggerla COMMENTA  

Non sono bastati quattordici mesi di proteste, barricate, scioperi, ostruzionismi. Non è bastato gridare al Paese che è impossibile, nel terzo millennio, condividere la propria quotidianità con una discarica. Chiaiano, da poco più di 24ore, ha aperto il suo deposito di ‘monnezza’, cominciando ad ospitare già dalla notte scorsa i primi sacchetti. E, ironia della sorte, nella città dove le discariche si sono trafromate in un’ emergenza anti-catastrofe, per depositare la ‘monnezza’ al posto giusto bisogna farsi accompagnare dalla scorta della polizia. Già dalla notte di lunedì, durante le prime ore di apertura della cava, i camion dell’Asìa sono a richio assalto. E, con le prime ore del mattino sono comparse le prime manifestazioni spontanee. Che, col passare delle ore, sono destinate a crescere, in intensità e partecipazione. Il questore di Napoli Antonio Puglisi ha cercato di smorzare i toni: “Accetto un dissenso democratico, ma non tolleremo atti di violenza”, ha detto, commentando i primi atti di forte contestazione registratisi a Chiaiano, Marano, Miano. Atti che hanno rso necessario il dispiegamento di circa 1500 agenti per far sì che la prima cava cittadina dopo a 13 anni dalla chiusura di quella di Pianura potesse iniziare ad essere operativa. Alla fine ha vinto Bertolaso, ha vinto soprattutto l’emergenza di salvare la città da odori nauseanti, sporcizia, figuracce. E a chi si sente invaso nel suo piccolo angolo di periferia, non resta che continuare a lottare.

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