Il ciclo del sonno dei conigli
Il ciclo del sonno dei conigli
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Il ciclo del sonno dei conigli

Il coniglio animale domestico
Il coniglio come animale domestico

Il coniglio è un animale domestico sempre più diffuso, molto amato dai bambini. Conosciamolo meglio per per capire come prenderci cura di lui.

Il coniglio è diventato ormai un animale domestico sempre più diffuso, tanto da istituire il 27 settembre l’international Rabbit Day. Una giornata dedicata interamente ai visitatori, i quali potranno sfruttare le diverse aeree verdi allestite, ma soprattutto, conoscere delle informazioni principali per quanto riguarda la salute e l’applicazione del microchip. Sicuramente un animale domestico un po’ particolare rispetto al solito, proprio perchè presenta diverse abitudini rispetto agli animali che più comunemente teniamo in casa, come gatti o cani. Una delle differenze maggiori sta proprio nel suo modo di dormire.

Requisito imprescindibile per i mammiferi, senza il quale muoiono più o meno velocemente, il sonno degli animali segue un ciclo spesso molto diverso. Innanzitutto, cos’è il sonno? E’ uno stato comportamentale e fisiologico. Dal punto di vista fisiologico è caratterizzato da movimenti degli occhi e perdita del tono muscolare. Dal punto di vista comportamentale, da una mancata reattività agli stimoli esterni. Inoltre da una postura tipica, dalla ricerca di un sito protetto e dalla sua cadenza.

Il sonno del coniglio

Sui forum dedicati, in particolare da chi possiede un coniglio, si sente spesso chiedere agli altri partecipanti se questi animali dormano a sufficienza.

Perché sorge spesso questa domanda?

Il fatto è che il ciclo veglia-sonno dei conigli è esattamente l’opposto di quello circadiano umano; infatti non è legato necessariamente a stimoli come l’avvicendarsi del dì e della notte e le variazioni di temperatura. I conigli sono animali crepuscolari. Questo significa che tendono ad essere molto attivi di sera e di primo mattino, quando sono pronti per mangiare e per il gioco. Durante la giornata, invece ,spesso si riposano assumendo varie posizioni: accucciato con le zampe sotto il corpo, allungato su un fianco oppure sulla schiena. I pisolini poi sono inframezzati da risvegli, stiracchiamenti e piccoli pasti. Un’altra caratteristica, per noi spiazzante, è che tendono a dormire con gli occhi aperti. Questo, più che un sonno vero e proprio, è quasi una sorta di dormiveglia, dovuta alla necessità di essere sempre all’erta.

Orari di lavoro e ritmi del coniglio

“Dormire come un coniglio” è un’espressione che deriva dal fatto che questi animali hanno bisogno di molta calma e tranquillità intorno a loro per dormire bene.

Anche accendere la luce della stanza dove riposano o aprire e chiudere una porta può destarli. Il sonno leggero che li contraddistingue può essere facilmente disturbato. Non rendendoci conto di questo, rischiamo di esporli a problematiche legate alla carenza di sonno, come lo stress e l’indebolimento del sistema immunitario. Attenzione quindi a non svegliarli bruscamente.

Questo dimostra quanto un coniglio sia adatto per chi faccia un lavoro d’ufficio. Al ritorno sarà pronto ad accogliervi sulla porta di casa. La sera, quando ha il massimo dell’energia da spendere, difficilmente vi farà lascerà dormire presto, chiedendo continuamente premi e carezze.

I ritmi, così differenti da quelli umani, ci portano a pensare che non dormano affatto o che abbiano qualche malattia. Capire il ciclo del sonno del coniglio può aiutare chi ne possiede uno a eliminare ogni paura di malattie e ad evitare chiamate d’emergenza non necessarie.

Per chi lavora in casa o possiede comunque orari differenti da quelli del coniglio, è possibile sincronizzare i cicli del sonno.

Ci sono diversi modi per farlo, di cui forse il più semplice è distrarlo durante le sue abituali ore di sonno. Dato che ogni animale è diverso dall’altro, alcuni conigli possono adattarsi più in fretta di altri.

La natura di preda

Contrariamente a quello che si pensa vedendolo così simpatico e paffuto, il coniglio non ha voglia di essere preso in braccio come un peluche. La sua natura di preda lo spinge a stare vigile con le zampe a terra, pronto per scappare da ogni pericolo.

Questo comporta che non sia un animale da compagnia adatto ai bambini. Necessita, infatti, di un buon controllo nel maneggiarlo, senza il quale potrebbe capitare di fargli molto male causandogli esempio fratture ossee. Inoltre, oltre alla sua fragile struttura, un bambino difficilmente riesce a comunicare con questo animale, proprio perché il suo linguaggio è costituito da gesti e versi impercettibili. Vediamo nello specifico le sue esigenze, partendo da quelle del cibo.

Cosa mangia il coniglio

La cosa migliore da fare e dare da mangiare al vostro coniglio fieno e verdura cruda o tuttalpiù erba fresca.

Essendo un erbivoro,questo animale possiede dei denti a crescita continua. Ciò significa che è importante dargli alimenti utili per limarli, non i cereali e le melasse colorate in vendita presso i negozi specializzati. Oltre che mangiare, il coniglio ha naturalmente necessità di bere, quindi deve avere sempre a disposizione un beverino o la vaschetta con l’acqua fresca.

Il coniglio e il territorio

Questo animale non è fatto per stare in gabbia, ma deve esplorare il territorio intorno a lui. Questo diventa fondamentale per esprimersi e comunicare con il padroncino. Naturalmente l’ambiente domestico dovrà subire delle modifiche per poterlo accogliere in modo da non causare incidenti a sé o agli altri.

Accortezze domestiche

Se possibile dotare l’ambiente di un’area per il loro divertimento con piccole mensole e ponteggi, in modo che non si annoino. Diventa anche importante farli vivere in un ambiente il più possibile tranquillo. Un rumore improvviso, anche solo dei semplici movimenti rapidi come alzarsi da una sedia, può mandarli nel panico.

Sicuramente è nella sua natura notare ogni pericolo e reagire istantaneamente, ma nei limiti bisogna cercare di non mandarlo in allarme se può essere evitato.

I cavi elettrici, per esempio, dovranno essere nascosti dentro apposite canaline, le piante ornamentali non vanno lasciate assolutamente sul pavimento. Per dargli modo di sentirsi a casa, possibilmente dove non siano presenti letti o divani, una parte della stanza va adibito a tana. In questo apposito spazio andrà sistemata la sua gabbietta fornita di fieno e una vaschetta riempita di pellet. Qui dovrà imparare a fare i propri bisogni. Non bisogna però spazientirsi di trovare qualche pallina sparsa per casa, sopratutto in fase di marcatura del territorio.

Il coniglio non va lavato, in quanto, come e meglio dei gatti, è in grado di farlo da solo. Il bagnetto potrebbe addirittura portarlo alla morte, quindi va assolutamente evitato.

Il coniglio sta meglio in coppia

L’ideale sarebbe quello di affiancarlo ad un altro esemplare sterilizzato di sesso opposto.

Il coniglio,infatti,come molti animali, è abituato a vivere in gruppo. Spesso si pensa che, al di fuori dell’ambiente domestico, se la cavi da solo, non è infatti immune all’abbandono. Al contrario, tra traffico e predatori, un coniglio non selvatico ha veramente vita breve. Esistono in Italia diverse associazioni che se ne prendono cura , come Mondo Carota, che si occupa anche di collocarli presso nuove famiglie.

Prima di prendere un coniglio

Prima di prendere in casa un coniglio, bisogna assicurarsi che ci sia nei paraggi un esperto di animali esotici. Purtroppo in alcune regioni non ce ne sono ancora molti. L’organismo di questo animale è molto complesso. Diventa importante correre in clinica non appena si notino segni di malessere. I denti troppo lunghi per esempio non vanno assolutamente tagliati, ma limati tramite l’integrazione di particolari alimenti. Inoltre questi animali vanno vaccinati contro la Mixomatosi e la Mev, con richiami semestrali e annuali. Per quanto non sia strettamente necessario, è sempre meglio sterilizzarlo. Questo può evitargli, quando diventerà più grande, stress ormonali e l’insorgere di gravi patologie. Se alimentato e curato adeguatamente, il vostro coniglio potrà vivere anche più di dieci anni.

Che aspetti ad adottarne uno?

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