Cile: una telecamera è stata calata a 700 metri di profondità per raggiungere i 33 uomini che lo scorso 5 agosto sono rimasti intrappolati in una miniera nel nord del Paese. Per 45 minuti, gli sfortunati minatori hanno potuto salutare i familiari e tutti coloro che sono impegnati nei lavori di soccorso.
A torso nudo per il caldo (la temperatura si aggira sui 32 gradi), dimagriti e con la barba incolta, i 33 uomini sono però apparsi in buone condizioni di salute e di spirito, chiudendo il video con l’accorato canto dell’inno nazionale. Dotati di cassetta di pronto soccorso e perfino di un tavolo da gioco, hanno mostrato alla telecamera come si siano organizzati al meglio delle possibilità, suddividendo lo spazio in vari angoli: uno per lavarsi, uno per pregare, uno per la mensa. “Il minatore di oggi è un minatore del quale potete andare fieri“, ha detto uno di loro.
L’umore generale si può dire che sia buono: sollevati e incoraggiati dal sapere di non essere stati abbandonati, i lavoratori possono contare sull’acqua, il cibo e i medicinali calati dall’alto con le sonde. Una forza d’animo, la loro, cui hanno senz’altro attinto quando sono stati informati che la loro prigionia di 21 giorni potrebbe durare ancora quattro mesi, il tempo necessario a scavare un pozzo che permetta di riportarli in superficie. I soccorritori, d’altro canto, sanno che sopravvivere in spazi tanto ristretti per periodi lunghi non sarà facile: per questo motivo, la NASA invierà sul luogo quattro esperti per agevolare le operazioni.
Nel mentre, il giudice del Tribunale di Copiapò, Mirta Lagos Pino, ha ordinato il congelamento di 1,8 milioni di dollari della società San Esteban, proprietaria della miniera San Josè e ormai sull’orlo del fallimento a causa dell’incidente.
(Per vedere parte del video girato nella miniera, rimando al seguente link)










