Cina: oltre mille arresti per crimini sul web

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Cina: oltre mille arresti per crimini sul web

E’ di 1.065 il bilancio delle persone, arrestate dalle autorità cinesi, con l’accusa di avere compiuto “crimini sul web”. Ed è di 208.000, il totale dei messaggi cancellati da web, poiché ritenuti “pericolosi”. Lo ha reso noto oggi l’agenzia Nuova Cina.

Secondo l’agenzia Xinhua, invece, sono 3.117 i siti che hanno ricevuto intimazioni, inclusi quelli in cui si offrono in vendita armi, prodotti tossici e organi umani. Tuttavia, si ritiene plausibile anche che, una parte cospicua dell’operazione repressiva abbia riguardato la dissidenza.

Il governo cinese, infatti, è padre di un sistema di censura, conosciuto come “Grande Muro di fuoco”, che regolamenta il web su più fronti: tiene d’occhio i social network e il social microblogging e chiede ai blogger di registrarsi, utilizzando rigorosamente i loro veri dati anagrafici. Pena, l’impossibilità a postare messaggi.

Il “Muro di fuoco”, inoltre, prevede numerose limitazioni sul contenuto dei post, come il divieto di divulgare informazioni relative a segreti di Stato; notizie in grado di danneggiare gli interessi e la sicurezza nazionale o che istighino alla discriminazione e alla divisioni etniche. Secondo le stime dell’autorità, nella sola Pechino sono più di seicento milioni, gli iscritti ai servizi di microblogging.

Marika Nesi

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