Cinque “tac” costate care alla Regione Puglia

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Cinque “tac” costate care alla Regione Puglia

Lecce e provincia, un territorio lungo chilometri e paesi, sprovvisto di macchinari ospedalieri convenzionati e gratuiti a disposizione della cittadinanza.

Possono ben dirlo cinque malati oncologici che nel 2011, necessitando di una “pet tac” hanno dovuto pagare per potere effettuare la visita. Un disagio costato fino a mille euro, dato che la tac è stata eseguita presso il Centro privato Calabrese di Cavallino, sempre in provincia di Lecce.

La dispendiosa carenza salentina, ha spinto le cinque persone a presentare un ricorso al tribunale, assistiti dall’avvocato Massimo Todisco del Codacons. Il Giudice di Pace, dopo mesi di battaglia legale, ha fatto valere i diritti dei malati. Questi ultimi verranno infatti rimborsati dalla Regione Puglia per le tac pagate alle quali sono stati sottoposti tra il 1 gennaio e il 30 settembre del 2011.

Presente alla sentenza Valdo Mellone, direttore generale dell’Asl di Lecce, che ha asserito quanto lamentato dai malati, e cioè che nel 2011 non era possibile effettuare una “pet tac” gratuitamente. Nichi Vendola, invece, non si è presentato in tribunale per altri impegni presi. La sua non presenza ha contribuito a constatare l’incontrovertibile lacuna della regione sul caso, con un sospiro di sollievo per le cinque persone.

Adesso che una ingiustizia sanitaria si è risolta in giustizia per un piccolo numero di cittadini, si prevede che in molti si rifaranno al Codacons per far valere i propri diritti e per ottenere il rimborso di spese sanitarie troppo onerose.

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