Cinque ragioni: Hunger

Roma

Cinque ragioni: Hunger

1. Perché tratto da una storia vera. Il film racconta la lotta tra l’allora primo ministro Margaret Thatcher e dieci prigionieri dell’IRA, tra cui Bobby Sands, che fu eletto membro del Parlamento mentre in carcere. I detenuti irlandesi volevano ottenere lo status di prigionieri politici, e perciò iniziarono una serie di misure di pressione, l’ultima delle quali fu il secondo sciopero della fame.

2. Per la forza delle immagini. Una storia così non può essere raccontata in maniera dolce. L’uso dei colori, degli spazi ridotti del carcere, i dettagli della pelle dei carcerati in sciopero di fame, tutto serve per mostrarci la sofferenza, la disperazione e la forza di volontà che ci vuole per arrivare a questi estremi.

3. Per l’ambiente. Il carcere è un luogo che possiamo odorare e sentire chiuso, claustrofobico. La vita lì sembra di essere oltre il nostro mondo, in un posto lontano. E la morte è una presenza costante.

4. Perché non è un film politico. Non si parla dell’ideologia dell’IRA, né si dice che loro hanno ragione o meno. Si tratta della convinzione di avere ragione, delle condizioni infra-umane di vita nel carcere, della sofferenza che qualcuno può voler subire per fare quello che ritiene giusto.

5. Per McQueen e Fassbender. Abbiamo già visto il film che loro hanno girato insieme dopo, Shame, per il quale Michael Fassbender vinse la Copa Volpi a Venezia. Hunger è stata la loro prima collaborazione.

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