Cinque ragioni: La piccola bottega degli orrori COMMENTA  

Cinque ragioni: La piccola bottega degli orrori COMMENTA  

1. Perché è un film tipicamente di Corman. Girato in due giorni, con ciò che era rimasto del set di un film (Un secchio di sangue) appena finito, con lo stesso attore (addirittura lo sceneggiatore del film!) che fa diverse parti, con la stessa musica di sette altri film prodotti da Corman… Insomma, un film fatto con due soldi, e che ci fa capire che non hanno sprecato nulla!

2. Per il senso dell’umorismo. La premessa è già fuori ogni logica. Una pianta che impara a parlare e che mangia carne umana… E quello è solo l’inizio! C’è una madre ipocondriaca, un dolce fioraio, un masochista che va dal dentista per il puro piacere…

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3. Perché “serie-B” non vuol dire che non sia fatto bene. Nonostante (o forse, proprio per) lo stile statico (è stato girato con due cineprese messe l’una di fronte l’altra in due giorni e mezzo, non possiamo chiedere i movimenti elaborati di Tarantino!) e una recitazione in genere pessima, il film è stato molto apprezzato sin dall’inizio. Chi si gode i film di Ed Wood (anche se “godere” ha un senso ambiguo in questo caso), con questo avrà proprio da ridere…

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4. Perché non si fanno più questi film. Ormai siamo abituati a delle situazioni impossibili con dei personaggi ancora più falsi, ma non è lo stesso. In quei tempi si girava come se fosse vero quello che vediamo, non attraverso una serie di filtri, effetti digitali e un’autoironia troppo ricercata che non ci lasciano godere la pazzia che stiamo a guardare.

5. Perché c’è Jack. Così vediamo che McMurphy di Qualcuno volò sul nido del cuculo o Jack Torrance di Shining non sono nati da un giorno all’altro…

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La piccola bottega degli orrori è parte della rassegna su Roger Corman al Palazzo delle Esposizioni. Sarà proiettata in lingua originale, con sottotitoli in italiano, il 19 aprile alle 21 ore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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