Cinque ragioni: Terrore alla tredicesima ora COMMENTA  

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1. Perché è terrore ben fatto. Corman voleva un film sulle tracce di Psycho, con un omicidio che toglie il respiro (appunto con un coltello o qualcosa di tagliante), un ambiente gotico, con un’atmosfera psicologicamente densa (secondo lui, comunque) e fatto, ovviamente, per due soldi. E Coppola non solo fece tutto quello, ma lo fece bene.

2. Per i dialoghi impossibili. Anche se si tratta di un copione originale di Coppola, è stato scritto in pochissimi giorni, soltanto per prendere i soldi che Corman aveva offerto. Perciò ogni tanto non si può sentire quello che dicono gli attori. Almeno non ridono mentre dicono le battute…

3. Per l’atmosfera e l’inquadratura. In questo possiamo vedere che si tratta di un regista con talento. La storia è debole, la recitazione decente (nei momenti migliori), ma ogni tanto spunta un’immagine che attira la nostra attenzione, che dà un po’ di profondità al film. Si può vedere come sboccia il talento di Coppola…

4. Per due sequenze che salvano il film. Saranno circa 10 minuti di film, con un’ora di troppo attorno, che ci fanno pensare che stiamo davanti a qualcosa di buono. Non vi rovino le sorprese!

5. Per Patrick Magee. Lo scrittore di Arancia Meccanica, che è anche il marchese di Barry Lyndon, era già un attore, per dire il meno, inquietante… Aggiunge un po’ di pazzia al film…

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Terrore alla tredicesima ora è parte della rassegna su Roger Corman al Palazzo delle Esposizioni. Sarà proiettata in lingua originale, con sottotitoli in italiano, il 21 aprile alle 21 ore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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